«L'amore incondizionato a Dio Padre, la fedeltà a Cristo, la testimonianza vivace al servizio della comunità e dei fratelli: una triade indissolubile che ha caratterizzato monsignor Vincenzo Franco, negli anni del suo episcopato e fino alla condivisione totale della Croce nella malattia».
Così Francesco Cacucci, arcivescovo di Bari-Bitonto, ricordando ieri sera, in Cattedrale, la figura del vescovo emerito di Otranto, deceduto venerdì scorso, 4 marzo, all'età di 98 anni e di cui ha concelebrato le esequie insieme con il vescovo di Trani, monsignor Giovan Battista Pichierri.
Cacucci fu il successore di Franco alla guida della comunità cattolica di Otranto, alla quale il nostro presule era giunto dopo l'esperienza episcopale a Tursi-Lagonegro, in Lucania.
Di Franco ha così ha ulteriormente parlato il vescovo di Bari, dipingendone «i tratti giocosi, gioviali e persino umoristici che ne hanno distinto l'operato ed affinato la sensibilità verso gli ultimi».
L’arcivescovo Pichierri ha poi letto il testamento spirituale del presule, redatto nel giorno del suo 74esimo compleanno, il 1mo giugno 1991, un «inno di lode e ringraziamento a Dio Padre, infinitamente buono e misericordioso, ed alla Chiesa tutta». Ai fedeli, mons. Franco raccomanda «di seguire Gesù Cristo, essere operatori di pace, premurosi nella carità, uomini trasparenti nell’onestà e moralità, amare e servire i giovani».
(fonte Avvenire, foto Vittorio Cassinesi)
