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Montaruli (Unimpresa Bat): «Un ipermercato a Trani? Questo territorio non può permetterselo»

In queste ore si continua a vociferare sul possibile, grosso insediamento commerciale sulla Trani – Andria. Un insediamento tanto grande da porre a rischio tantissime attività dell’intero territorio e comprensorio le cui sfere d’interesse sarebbero tutte comprese in quel nuovo centro.

Pare però che, per questioni di ordine urbanistico, senza una deliberazione del consiglio comunale tranese non si procederebbe.

E solo perché oggi ci si troverebbe di fronte a scelte politiche che riguarderebbero questioni urbanistiche è trapelata la notizia? Se così fosse ci troveremmo di fronte ad una mostruosità e noi rappresentanti delle associazioni di categoria non avremmo mai saputo nulla nel merito, sapendo che mai esprimeremmo parere favorevole a tal riguardo?

Questo territorio, con complicità note e palesi, ha dato tanto, tantissimo, in termini di invasione della grande distribuzione organizzata. Un assalto cominciato negli anni duemila e proseguito negli anni successivi che ha martoriato questo territorio e mortificato e umiliato le sue piccole e medie imprese, molte delle quali oggi non sono più sul mercato. Una sciagurata stagione degli accordi sottobanco, dei privilegi personali e collettivi e finanche delle spartizioni.

Una storia proseguita poi con Molfetta mentre Bari aveva già fatto l’en plein  senza che alcuna voce di dissenso, se non quella di chi quell’epoca l’ha vissuta “dall’altra parte” si alzasse a difesa del piccolo commercio. Una stagione di forti, fortissime contaminazioni politico-sindacali che facilitarono e agevolarono al massimo quell’aggressione selvaggia ad un territorio che, anche per bacino di utenza, non avrebbe potuto e dovuto sopportare quell’invasione distruttiva ma tanto accomodante da farne la fortuna spacciata di qualche personaggio ancora in sella. Storie già scritte  che appartengono alla memoria di chi quelle giornate, quei periodi li ha vissuti intensamente stando, appunto, dall’altra parte.

Noi quei momenti li abbiamo vissuti, anche allora, da combattenti, altri da alleati e persino da complici beneficiari da quel disastro. Se ci fosse un fondo di verità in questa nuova storia, che venga messa fuori immediatamente e soprattutto nessuno pensi che questa sia un questione che interessi solo “Trani” per il semplice fatto che l’insediamento dovrebbe essere in quel territorio quindi anche gli altri sindaci e politici del territorio si diano una mossa e non facciano finta di nulla. Proprio la città di Trani, non dimentichiamolo, ai tempi della frenetica e produttiva attività della giunta Tarantini, si vantava, anche per voce diretta dell’allora stimato sindaco, di essere la città, il territorio che aveva detto un «no» secco e deciso all’insediamento di ipermercati.

Il dottor Tarantini oggi non è più sindaco e non sappiamo se lo voglia di nuovo essere in futuro ma di certo quella fu una scelta lungimirante e condivisa da tutti noi ed oggi non può certo essere disattesa né vanificata. Spero solo che i tanti, troppi silenzi che fino ad ora si registrano anche su quest’altra brutta storia non avallino un certo sospetto fondato perché alcuni di quei personaggi degli anni duemila sono ancora seduti a poltrone ancor più comode ed avvolgenti che in molti casi, quelli più sfacciati, non dovrebbero più occupare, da tempo.

Il presidente di Unimpresa Bat – Savino Montaruli


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