Con «“Il mio” Inferno di Dante», libera interpretazione romanzata della prima Cantica della Commedia, lo scrittore tranese Domenico Valente, interprete dei desideri e bisogni delle nuove generazioni, prova a rendere più agevole la conoscenza dell’opera dantesca. «Infatti – spiega l’autore – siamo in presenza di versi di “alto sentire”, terzine di difficile comprensione per i lettori dei nostri tempi, pervasi da altri linguaggi e diverse forme di comunicazione. Per questo ho provato a percorrere strade alternative, utili alla diffusione degli straordinari contenuti del testo».
L’opera di Valente si divide per capitoli, spesso preceduti da note del professor Filippo Ungaro, ed accompagnati da disegni realizzati da Francesco Porcelli. Inoltre, ogni capitolo dell’autore è preceduto, in omaggio al testo dantesco, dalla citazione di alcuni versi, estrapolati dai singoli canti del tenebroso regno di Lucifero. “Il mio” Inferno di Dante (2016, Società editrice Dante Alighieri) «è una personale parafrasi dell’Inferno dantesco – fa sapere ancora Valente -, arricchita dalla descrizione di foschi paesaggi infernali, ove Dante abbia omesso di farlo. Ha in sé una più attuale e dettagliata descrizione delle creature maligne, quando necessario, ed è un’opera che concede più spazio a stati d’animo, sentimenti ed introspezioni di Dante, nello scoprire le suggestive pene che nell’Inferno si espiano».
L’incipit introduce il lettore ad una conoscenza più umana e terrena dell’Alighieri, ipotizzando eventi che avrebbero potuto spingerlo a compiere il fantomatico viaggio nella sconfinata dimensione ultraterrena. Da lì a poco, il romanzo si trasforma in un thriller di facile e trascinante lettura, tra i sottili confini della cultura classica e la sobria inclinazione “fantasy” di Dante.
L’opera, disponibile anche in e-book, si affianca ai lavori già pubblicati da Valente, 44enne analista contabile presso un’azienda locale. Nel 2007 pubblica il suo primo lavoro letterario, «La follia omicida di una donna fantasma» (Andria, Matarrese Editore), nel 2013, il nuovo thriller, «Aranuthon – La genesi del male» (Civitavecchia, Prospettiva Editrice), sequel del precedente romanzo. Valente è anche autore della lirica «Stupida Italia», che ha ottenuto il plauso della Presidenza della Repubblica in occasione dei festeggiamenti del 150mo anniversario dell’Unità d’Italia e, da quel momento, letta più volte in occasione di eventi pubblici.
