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Accessi al mare di levante a Trani, di Gregorio: «Realizzeremo almeno due strade pedonali tramite esproprio»

Le difficoltà di liberare gli accessi al mare sulla costa di levante, ed in particolare sul confine tra Trani e Bisceglie, sono note da tempo.

Da anni associazioni ambientaliste e soggetti a vario titolo si battono per invocare e garantire il passaggio libero verso il mare. Molte strade pubbliche sono rese impraticabili dai cancelli. Se queste siano private di diritto o se lo siano diventate sine titulo non è ancora chiaro.

Alla base ci sono elementi di carattere urbanistico e giuridico. Come si legge in altro spazio, c’è un ricorso proposto verso il Tar Puglia dalle proprietarie di un terreno sito in quella zona contro il dirigente dell’area urbanistica per la rimozione di manufatti, cancelli e sbarre ubicati su strade interne ad uso pubblico collegante la ex ss16 e la litoranea. Il Comune ha deciso di resistere in giudizio.

«C’è stata un’ordinanza impugnata, - dice l'assesosre all'ambiente, Michele di Gregorio - che prevedeva, proprio nell’ottica del recupero del tratto di costa sopra il lido Matinelle, la garanzia degli accessi. I primi due accessi saranno liberi. Ispezioni, denunce, sopralluoghi vanno bene ma poi bisogna fare i conti con la legge. Il Pug prevede due strade di accesso che portano dalla statale alla stradina demaniale. Io farò, al netto del problema dei ricorsi, due stradine che sono da realizzarsi tramite degli espropri. Stiamo parlando di strade pedonali. Questo per risolvere in maniera definitiva il problema in una prospettiva di lunga durata. Ci sono almeno questi due accessi: uno libero (immediatamente subito le Matinelle); l’altro che dovrà essere aperto. Vorrei provare a fare la stessa cosa nella zona Nord». 

Federica G. Porcelli 


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