Un libro, Io odio John Updike di Giordano Tedoldi, «che ha vissuto due vite»: così lo presenta al pubblico della libreria Luna di sabbia Vito Santoro, curatore della rassegna Scrittori nel tempo.
La prima vita è quella dell’edizione 2006, quando l’antologia di racconti è stata stampata dalla casa editrice Fazi in un periodo, tra l’altro, fa notare il critico letterario, «nel quale veniva pubblicata molta “letteratura della precarietà”. Tedoldi così si dimostrò un autore unico, fuori dalle mode, che credeva e crede nella capacita della letteratura di reinventare il reale. In questi racconti siamo di fronte a rielaborazioni del reale scritte con uno stile nuovo ed originale con citazioni nascoste e giochi di parole». «Mi sono staccato volontariamente dall’attualità per essere volontariamente inattuale – ha risposto Tedoldi -. Nonostante ciò, ho l’idea che l’arte colga di più di quanto non colga il presente. L’aderenza al presente la vivo con profondo fastidio perché secondo me non aggiunge nulla all’emozione che uno ha avuto quando ha letto il libro».
Un libro che ha appunto avuto una seconda vita, quella del 2016, quando viene riportato sugli scaffali da Minimum fax grazie al direttore della collana Nichel, Nicola Lagioia. Nel frattempo John Updike, scrittore statunitense, è morto. «Nei miei racconti - spiega Tedoldi – il realismo è solo un mezzo, ma non il centro del mio racconto. A me interessa presentare in maniera creativa delle scoperte che il lettore deve fare con la sua immaginazione, scoperte di altri mondi e altre vite. Lo scrittore realista fa cogliere con precisione quello che il lettore già sa che esiste. A me interessa invece che il lettore scopra cose che non sa. Vorrei che egli mettesse il piede su un altro pianeta».
«Faccio fatica – prosegue lo scrittore - a considerarlo un libro perché è irregolare dal punto di vista stilistico». E infatti leggendo i racconti il lettore ha la sensazione di perdersi, di perdere aderenza con il reale. «Nella vostra bella città mi sono perso e i miei personaggi sono così, cambiano. Io adesso non sono lo stesso che stava a Roma».
Dell’altro appuntamento con Scrittori nel tempo, con Simona Sparaco che ha presentato il suo libro Equazione di un amore, scriviamo ne Il giornale di Trani in uscita questa settimana.
Federica G. Porcelli



