È stata Anna Maria Barresi (Più Trani) ad aprire la serie degli interventi sulla ricapitalizzazione di Amiu: «Certo, oggi ci stiamo assumendo una responsabilità forte in quest’aula, ma qui, oltre l’Amiu, deve cambiare Trani, la mentalità dei cittadini ed il loro rispetto dell’ambiente. Quanto a me, voglio solo sperare che si riesca a ridurre la tari, questa tassa così odiata dai cittadini, ma gli stessi cittadini devono davvero amare Trani come tutti noi stiamo dimostrando con questo provvedimento».
Francesca Zitoli (Lista Emiliano), pur dando atto degli sforzi compiuti, non ha nascosto perplessità: «Il piano dell’advisor non chiarisce alcuni punti che, tuttora, paiono oscuri e nebulosi. In primo luogo, Madaro ci dice che «la fase di analisi dell’azienda è ancora incerta, che vi sono questioni incerte riguardo la discarica, la cui riapertura permetterebbe di risolvere molti dei problemi finanziari. E gli stessi revisori dei conti danno atto delle incertezze rappresentate dall’advisor, che potrebbero rendere necessarie ulteriori ricapitalizzazioni. Ed il collegio rileva che Amiu è incapace di fare fronte alle sue incapacità. Sarebbe stato più opportuno fare ricorso al concordato preventivo, ma, non essendosi previsto, ritengo di astenermi».
Secondo Nicola Ventura (Pd), «chi oggi non vota la ricapitalizzazione, va da sé che vuole la liquidazione di Amiu. E chi censura questa proposta, forse, non ha letto neanche le premesse del provvedimento. Amiu non è insolvente, ma è andata in difficoltà per la chiusura della discarica e la revoca dell’Autorizzazione integrata ambientale. Inoltre, per un contratto di servizio che, fino al 2014, era sottostimato. Per questo non servono liquidità in Amiu, ma un nuovo equilibrio contabile, e la proposta che voteremo è senza dubbio la migliore. Il concordato? Non è detto che escluda la ricapitalizzazione in un secondo momento, ed inoltre prevede la falcidia di crediti e debiti. La ricapitalizzazione, invece, garantisce l’equilibrio migliore e la continuazione del controllo pubblico di un’azienda che, intanto, lo scorso mese di gennaio ha festeggiato i primi quarant’anni».
Domenico Briguglio (Realtà Italia) ha puntato il dito contro i suoi predecessori: «È incomprensibile che chi ha ridotto l’Amiu in coma oggi non voglia neanche salvarla. Io lo farò con quello stesso senso di responsabilità che mi portò a lottare contro l’Ecoerre, uscendo da Forza Italia perché i suoi vertici volevano quella discarica a Trani. Certo, vi sono delle riserve e non escludo che alcune siano anche fondate, ma io non ho paura di votare, e ci credo senza esitazione: salvare e rilanciare Amiu».
Luigi Cirillo (Prima di tutto Trani) ha motivato il suo «voto favorevole per ridare dignità all’Amiu ed a tutti i suoi attori, coerentemente con gli impegni assunti in campagna elettorale».
E Leo Amoruso (Pd) ha puntato a chiarire «cosa accadrebbe se non ricapitalizzassimo Amiu: il minimo è che i libri contabili della società finiscano in tribunale e, soprattutto, la discarica sarebbe abbandonata a se stessa e continuerebbe ad inquinare. Da domani, però, dobbiamo cambiare il modo in cui gestire questa società, perché quel modo sbagliato ci ha condotto fin qui».
Per Giovanni Loconte (Noi a sinistra per la Puglia), «oggi non serve essere tecnici per votare, ma leggere i volti dei lavoratori ed essere con loro».
Tiziana Tolomeo (Lista Emiliano) è stata di poche, ma chiare parole: «stiamo puntando, tutti, su un ampio progetto e, pertanto, votiamo favorevolmente e, da domani, costituiamo un tavolo tecnico-politico per portare avanti, concretamente, l’impegno responsabile che oggi ci stiamo assumendo».
Marina Nenna (Pd) ha affermato che «da questo consiglio comunale passa la politica di questi ultimi vent’anni, dalle clientele alle pezze a colori, passando per i rapporti sempre più allarmanti del registro tumori. Le scelte sono tutte difficili, per la situazione che abbiamo trovato ed i tempi ristretti che abbiamo, ma non ci sottraiamo: quello di oggi, a poker, sarebbe un “all in”, ma, al contrario, è una scelta convinta, motivata e sicura. Questa è politica, che sceglie di mantenere il controllo pubblico su Amiu e discarica, a differenza di chi dice “no” senza venire in aula con una proposta alternativa concreta».
Mimmo De Laurentis (Pd) ha soffermato il suo intervento su due questioni: ambiente ed occupazione. «La discarica resterà sempre una bomba ecologica ed i posti di lavoro vanno salvaguardati anche oltre l’approvazione di questo provvedimento. Accolgo con favore l’ipotesi di un tavolo di lavoro, non quella di aprire un quarto lotto, anche se solo per evitare che altri facciano le loro: concentriamoci sulle altre attività come compostaggio, raccolta differenziata spinta e sostenibilità ambientale, che significa chiusura di tutte le discariche».
Anche per Giacomo Marinaro (Pd) «è il momento delle scelte importanti, dopo tanti anni di lassismo. E rilanceremo Amiu non soltanto ricapitalizzandola, ma con investimenti mirati al bene della città ed all’occupazione, a cominciare dalla bonifica della discarica e da una raccolta differenziata spinta che rassereni i cittadini e dia nuovi posti di lavoro».
Molto tecnico l’intervento del capogruppo dei Verdi, Francesco Laurora: «La ricapitalizzazione non è solo una scelta, ma una strada che si sarebbe dovuta percorrere per legge, e senza indugio, dal primo momento in cui si era ufficializzata la perdita di Amiu. I pareri rilasciati confortano tutti questa strada, al di là delle inevitabili riserve».
Carlo Avantario (Pd) ha auspicato il voto unanime: «Così come, quando ero sindaco, si fu compatti contro l’Ecoerre, oggi mi augurerei lo stesso per l’Amiu, per il bene dell’azienda, dei dipendenti e della città».
Michele Lops (Più Trani) ha pensato ad un passato da rinverdire. «Quest’azienda l’hanno creata i nostri avi, ma, da domani, deve imparare a camminare sule proprie gambe, senza che nessuno di noi pensi di gestirla a suo piacimento. Auspico uno stretto monitoraggio su ogni azione che l’Amiu intraprenderà, evitando quelle inopportune».
Diego Di Tondo ha motivato il voto favorevole, suo e dei restanti consiglieri della Lista Emiliano, blindando il provvedimento: «Mai una delibera è arrivata in consiglio comunale con tanti pareri e così ben strutturata. Certo, comprendo alcune posizioni differenti della minoranza, ma plaudo a chi è rimasto fino alla fine, meno a chi se n’è andato o non s’è proprio visto».


