ASCOLTA LA RADIO FM 101 Mhz
Radiobombo
DAL 1978 LA RADIO DI TRANI - DAL 1999 IL PRIMO GIORNALE ONLINE DI TRANI

Amiu ricapitalizzata, la minoranza: «Non vogliamo il male dell'azienda, ma non era questa la strada»

«Il carattere demaniale di parte dei beni immobili che il Comune di Trani vuole conferire all’Amiu non incide sulla ricapitalizzazione dell’Amiu. La sdemanializzazione sarà oggetto di successivi provvedimenti, atti notarili compresi».

Lo ha dichiarato il segretario generale, Carlo Casalino, rispondendo ad una richiesta di pregiudiziale di Aldo Procacci, capogruppo del movimento Trani a capo, che è stata respinta con 19 voti contrari, 8 favorevoli ed 1 astenuto.

S’è aperta così la discussione del consiglio comunale intorno alla ricapitalizzazione di Amiu, per cui è giunta una richiesta di rinvio del centrodestra, letta da Raimondo Lima (Fdi), rigettata anche questa con 19 voti contrari di una maggioranza interamente presente e compatta: la richiesta si legava alla presunta carenza di documentazione e scarso tempo a disposizione

Emanuele Tomasicchio ha eccepito sul ritardo del parere dei revisori dei conti, ad un solo giorno dalla seduta, anziché i tre previsti, proponendo a sua volta una pregiudiziale sulla presunta illegittimità della delibera: anche nel suo caso, proposta respinta dopo il parere rilasciato in aula dal segretario generale.

Secondo Mariagrazia Cinquepalmi (Trani a capo), «oggi si sta decidendo troppo poco, quasi nulla. Si mette una toppa, ma la situazione di Amiu non migliorerà con un’operazione fittizia dal punto di vista finanziario, senza l’immissione di risorse liquide. La rinuncia ai crediti non porta denaro, la ricicleria non vale certamente 3 milioni e l’isola ecologica deve essere stralciata dal piano delle coste e contiene dentro di sé un’antenna della telefonia. Inoltre, resta ambigua la volontà dell’amministrazione sulla chiusura della discarica che invece, per noi, va chiusa e basta. Infine, se l’advisor non prevede investimenti fino al 2018, come può partire la raccolta differenziata da subito?».

Così Aldo Procacci (Trani a capo): «Traniacapo non voleva la chiusura di Amiu e lo testimonia il fatto che ci pensiamo da agosto 2015 con inviti al sindaco, conferenze stampa, una richiesta di consiglio monotematico e quando sembrava che nulla servisse anche esposti. Il nostro pensiero forse unico era la salvaguardia dei livelli occupazionali e noi pensiamo che la strada per assicurarli fosse un'altra. Come opposizione pensiamo di aver fatto tutto il possibile per far sì che si ponesse attenzione sulla questione Amiu sin da subito. Pur essendo infatti essa stata causata dalle precedenti amministrazioni, il lassismo di questa amministrazione crediamo abbia aggravato la situazione. Avete parlato di rilancio di Amiu ma avete spiegato ai lavoratori che di qui a breve Amiu non esisterà più perché ci sarà una nuova società con Barletta e Bisceglie? Per Traniacapo il lavoro è sacro ma non chiedeteci di approvare questa delibera perché per noi così com'è mette l'azienda a rischio fallimento e poi nessuno potrà mai più salvare i posti di lavoro».

Antonella Papagni (M5s) ha invece invocato il concordato preventivo: «Ci sono tutte le condizioni perché l’Amiu, oggi, continua ad operare pur nella passività in cui si trova, ed è questo l’unico strumento per evitarne il fallimento. In questo modo, l’azienda può continuare l’attività e, qualora si debba dichiararne il fallimento, almeno si evita il dissesto. In cambio, abbiamo un’operazione che si fonda, principalmente, sul conferimento di due immobili di cui, di fatto, il Comune di Trani non è proprietario. E, sulla ricicleria, il funzionario che ha compiuto la perizia neanche è potuto entrare materialmente nel sito, perché la discarica è sotto sequestro. La liquidazione? Non sarebbe neanche un male, perché i dipendenti transiterebbero nella Newco che tratterebbe la gestione dei rifiuti nei tre comuni».

Luisa Di Lernia (M5s) si sarebbe aspettata «una scelta diversa perché, in tutti i consessi di formazione professionale, le operazioni ricapitalizzazione vengono oggi sconsigliate, soprattutto quando si tratti di società non quotate in borsa, come Amiu».

Secondo Emanuele Tomasicchio, «la difesa romanzata del provvedimento, da parte del sindaco, non regge. Amiu svolge i servizi per il Comune sine titulo, e questo lo dice anche l’advisor. In altre parole, i tecnici dicono che Amiu non è una società in house. Inoltre, i contratti di servizio a volte mancano e, a volte, sono nulli: si è andati avanti con proroghe decise dai dirigenti, e senza neanche formali contratti. Altro problema, l’asseverazione dei revisori sulla riconciliazione delle partite debitorie e creditorie, ancora oggi, non c’è. Infine, la valutazione dei beni immobili, da parte di un perito del tribunale, non può avvenire in un secondo momento: la delibera deve essere completa oggi, non domani. Certo – ammette l’ex candidato sindaco -, l’amministrazione ha ereditato una situazione disastrosa, ma non questo non la esime dall’approvare un atto ineccepibile. Invece, questo atto ha falle enormi, e le conseguenze se le piangeranno l’azienda, i dipendenti, i consiglieri comunali che voteranno e la città».

A detta di Pasquale De Toma (Forza Italia), «siamo in presenza di un provvedimento arzigogolato, piombatoci all’ultimo momento e che ha messo in difficoltà anche il Collegio dei revisori dei conti, il cui parere, però, è pieno di riserve. A mio avviso, alla luce dei chiarimenti espressi dai dirigenti, avrebbero dovuto rilasciare un altro parere, che però non c’è. Pertanto, restano forti le perplessità sul rischio di nuove ricapitalizzazioni, cui i revisori fanno dichiaratamente cenno. Oltre tutto, il bilancio 2015 è infrannuale e potrebbe chiudersi con una perdita ben superiore ai 2.100.00 ipotizzata. Il timore è che la ricapitalizzazione ponga a rischio, soprattutto, i posti di lavoro dei dipendenti di Amiu».

Non è mancata l’autocritica di Beppe Corrado: «Io devo chiedere scusa perché, se l’Amiu si trova in queste condizioni, è colpa del centrodestra degli ultimi tre anni, di cui anch’io facevo parte. Non condividevo quasi nulla di quello che si faceva all’epoca, ma me ne assumo la responsabilità. Allo stesso modo, dobbiamo ricercare anche nel governo Vendola le responsabilità di quanto accaduto per le ordinanze reiterate, ed illegittime, di conferimento di rifiuti alla nostra discarica, che è andata in sofferenza. Attenzione, però: con la chiusura di Giovinazzo vi è il rischio di ritrovarci l’Ecoerre o l’Ekobat e, allora, chiudiamo i tre lotti attuali, ma apriamone un quarto per piantare la nostra bandierina ed evitare altre sgradite presenze».

Secondo Carlo Laurora (Ncd), «il parere dei revisori dei conti serve a ben poco, come pure quelli dei professionisti, che sono stati anche profumatamente pagati, e dei dirigenti. A me è sembrato che ciascuno si sia scaricato le responsabilità e che, strategicamente, se le sia assunte il sindaco. Forse solo l’ingegner Affatato ha svolto il suo ruolo fino in fondo, ma, alla fine, questa sera di tecnico c’è ben poco: resta solo il dato politico, ed è nel gioco delle parti che si sia scelto così, e forse sarebbe lo stesso anche a parti invertite. Auguriamoci solo che, da domani, si cambi davvero nella gestione di Amiu».

Notizie del giorno

Il Trani è tornato: 9-0 a Bisceglie È in edicola il nuovo numero del Giornale di Trani: «Tra fare e strafare» Vittime del dovere, questore ne incontra le famiglie Volontariato e formazione: l’Oer Trani apre le candidature per il servizio civile Appuntamento con Trani, questa domenica focus su Giacomo Marinaro candidato sindaco Ufficiale, Marinaro è candidato sindaco: con lui cinque liste Storie di donne tra parole, musica e cinema al Polo Museale di Trani questo sabato e domenica «Forme per le Donne»: l’8 marzo al Beltrani il riconoscimento alle protagoniste del territorio Fiab e Save in prima linea per l’8 marzo: passeggiata tra le figure femminili della città L’8 marzo tra teatro e fiaba: il gruppo «Fabula lucana» porta in scena al Mimesis «Petrosinella» La voce delle donne al centro del confronto promosso dal dottor Briguglio, questa domenica a San Magno Via San Gervasio, anziana immobilizzata raggiunta e salvata dai vigili del fuoco Piazza Gradenigo, comitato si appella a Soprintendenza: «Salvateci dallo scempio pali» Mezzanotte e mezza, Porta a porta a Trani: bel pezzo senza dibattito. Valutiamolo noi La giurista che sfidò il suo tempo: Giustina Rocca rivive al Mimesis grazie alla penna di Stefania De Toma AGGIORNATO. Finale coppa: Squinzano 29 marzo, Trani 8 aprile Comunali, Di Leo sempre più lontano da Lega e Cdx: «Penso ad un progetto reale e sostenibile» Scompare a Milano Vincenzo Ventura, tra i primi capi scout del Trani 1° Referendum, gli elenchi di presidenti e scrutatori Tutto d'un tratto Trani: l'attesa di Galiano nell'ambulatorio di Guarriello Fine missione Nato in Bulgaria, fra una settimana i soldati del Nono rientrano a Trani Nicolino Di Meo, giovane testimone di fede: memoria e preghiera a Santa Chiara questo sabato