«Un atto politico forte, di un’importanza senza precedenti – ha spiegato all’aula il sindaco, Amedeo Bottaro, presntando la ricapitalizzazione di Amiu -, che richiedeva un’ampia condivisione di tutta l’amministrazione. Tanto è vero che l’abbiamo approvato in giunta all’unanimità, e senza tentennamento alcuno. Il percorso che abbiamo compiuto è molto chiaro e, mettendo sulla bilancia ricapitalizzazione e liquidazione, è chiaro che l’advisor ha optato per la prima. Ma neanche ci siamo fermati qui – ha precisato il sindaco -, ed allora ci siamo rivolti ai dirigenti e abbiamo trovato ulteriore conforto in direzione di questa scelta, perché, innanzi tutto, la raccolta differenziata deve partire al più presto e la discarica deve continuare ad essere gestita da Amiu: guai a lasciarla in mano a privati, perché, poi, non sapremmo che fine farebbe».
Bottaro, più che mai convinto che la ricapitalizzazione sia l’unica strada percorribile, ha trovato un ulteriore motivo di spinta dal parere favorevole del collegio sindacale di Amiu: «Loro ci dicono chiaramente che la perdita di Amiu è esclusivamente legata alla discarica, non ai servizi che rende all’utenza. Non si tratta di perdite strutturali e la ricapitalizzazione, quindi, non serve a finanziare un servizio in grado di camminare sulle proprie gambe».
Quanto all’alternativa, vale a dire la liquidazione, secondo il sindaco «questa soluzione ci avrebbe portato a scenari inquietanti, a cominciare dalla messa in sicurezza della discarica. È un paradosso – ammette Bottaro -, ma, senza l’Amiu, non so come avrei fatto in questi dieci mesi. E non so come sarebbe andato quel mio primo giorno da sindaco, con l’incipiente emergenza rifiuti in città, risolta solo grazie alla struttura tecnica ed umana dell’Amiu».
Il sindaco ha eccepito rispetto alle riserve espresse dal Collegio dei revisori dei conti, nel loro parere favorevole condizionato: «Le controdeduzioni rilasciate da due dirigenti e dall’amministratore dell’Amiu sono molto chiare e, per quanto riguarda i beni da conferire, che insistono su suolo demaniale, confermo che saranno inclusi nel piano delle alienazioni e, con atto notarile, sdemanializzati: in questa sede, non siamo ancora entrati nella fase esecutiva. La perizia di stima sui crediti? Quei crediti li hanno certificati i revisori stessi, sia del Comune, sia dell’Amiu, ed anche un soggetto terzo come la Grand Thornton, che ha eseguito la due diligence nell’Amiu».
Il primo cittadino ha tenuto a precisare che «con questa operazione non stiamo stendendo un velo omertoso su chi ci ha condotto a compiere queste scelte: così come noi, oggi, ci assumiamo la responsabilità di salvare l’Amiu, qualcuno dovrà assumersi quella di averla affossata e noi, con questo provvedimento, puntiamo anche a perseguire i responsabili del gravissimo problema che abbiamo ereditato, e questa circostanza non può assolutamente passare inosservata».
In conclusione, Bottaro rivendica il coraggio della scelta: «Rispetto ad altri, abbiamo smesso di tergiversare e decidere di non decidere. Stiamo salvando Amiu non per farla sopravvivere, ma rilanciarla. Non sarà possibile riaprire la discarica, ma ne faremo il polo impiantistico di tutta la provincia, in cui chiudere l’intero ciclo dei rifiuti nella Bat».
Bottaro, a votazione avvenuta, ha aggiunto: «Questa era, per Amiu, l’ultima spiaggia: diversamente, il collegio sindacale avrebbe portato i libri contabili della società in tribunale. Ma non l’ho detto a nessuno, prima del consiglio comunale, per non mettere pressione su alcuno e non caratterizzare questo provvedimento come un voto di fiducia. In ogni caso, ringrazio tutti coloro che hanno lavorato per questa delibera, fondamentale per ripartire tutti insieme, dopo questa grande responsabilità che, insieme, ci siamo assunti: sono certo che questo 5 maggio sarà un giorno storico per Trani».

