Probabilmente non aveva alcun valore economico o storico quel piccolo fabbricato rurale presente nel mezzo del costruendo parco di via Polonia, ma Antonella Papagni, del Movimento 5 stelle, aveva chiesto in quarta commissione che non fosse abbattuto, ma restaurato e riqualificato. Così non è stato: demolito per lasciare spazio al parco che verrà.
Il parco è stato interamente finanziato con fondi regionali provenienti dal progetto territoriale regionale del “Patto città campagna”, che «comporta che si restituisca qualità ambientale e paesaggistica a entrambi i territori: a quello urbano definendone con chiarezza i margini, le funzioni e gli spazi pubblici che caratterizzano storicamente la città, elevandone la qualità edilizia e urbanistica; a quello rurale restituendogli specificità e proprietà di funzioni; superando un processo degenerativo che ha visto nell’urbanizzazione della campagna, la crescita del degrado di entrambi gli ambienti di vita, quello urbano e quello rurale».
Suona strano, dunque, che l'unica, effettiva testimonianza della campagna che fu sia stata cancellata. E, adesso alcuni appassionati di storia locale già si stanno affannando a compiere ricerche che dimostrino che quello demolito non fosse un banale fabbricato rurale, ma, addirittura, il rustico di una chiesetta.
I lavori del parco, in ogni caso, vanno avanti: dovrebbe essere pronto a settembre di quest'anno, e la sua progressiva nascita già ha reso felici i residenti della zona.



