Violazioni a vario titolo in materia di Valutazione ambientale strategica, Codice dei beni culturali e del paesaggio, Piano Paesaggistico territoriale della Puglia, Piano urbanistico generale di Trani, buon andamento della pubblica amministrazione, diritto di proprietà.
Queste le ipotesi sulla base delle quali un professionista, residente nella zona adiacente il comparto sul quale dovrà sorgere il complesso residenziale alberghiero di piazza Marinai d'Italia, ha proposto un ricorso straordinario al Capo dello Stato, notificandolo anche al sindaco ed alla stessa società proponente. L’azione giudiziaria impugna la deliberazione con cui, il 10 giugno 2015, il Commissario ad acta approvava il Piano urbanistico esecutivo, chiedendone l’annullamento insieme con ogni altro atto presupposto, connesso e consequenziale.
In particolare, il ricorrente fa sapere di essere comproprietario e residente in una villa confinante con la proprietà della contro interessata, la cui proposta, ed approvata attività edificatoria sulla stessa area determinerebbe «un grave vulnus al diritto di veduta verso il mare ed al pregio stesso della villa, oltre che ha diritto di proprietà più latamente inteso, per il deprezzamento connesso nonché per diminuzione di amenità».
Inoltre, sempre a detta del ricorrente, la società Besa realizzerebbe «un complesso residenziale e commerciale disposto su due livelli fuori terra, con ulteriori due piani interrati da adibire ad autorimesse, locali, magazzino e cantine, per una volumetria di 7300 metri cubi, pari a 23 appartamenti, 22 posti auto, 4 attività commerciali, 5 depositi e 4 cantine, oltre ad ulteriori opere di completamento ed urbanizzazione ipotizzate.
Tra le maggiori contestazioni del ricorso, la necessità che il progetto sia assoggettato alla Valutazione ambientale strategica, mentre invece il commissario ad acta lo ha escluso da questa procedura. «L’intervento - a detta del ricorrente - non potrebbe superare i 5000 metri cubi, poiché la zona risulta ad elevata sensibilità ambientale, in quanto area di protezione speciale idrogeologica distante meno di 300 metri dalla linea di battigia, anche se su terreno elevato sul mare, soggetta a contaminazione salina ed approvvigionamento idrico di emergenza, condizioni per le quali sussiste anche la necessità della assoggettabilità alla Vas».


