La denuncia del dirigente dell'Ufficio ragioneria, da cui è nata l’inchiesta che ha condotto alla misura cautelare nei confronti di Sergio De Feudis, non fu sporta direttamente alla Procura della Repubblica o alle forze dell’ordine, ma trasmessa al sindaco in carica dell’epoca, Gigi Riserbato.
Questi, a sua volta, il 13 giugno 2013, si presentò presso la Polizia postale di Bari, ritenendola competente per un reato presuntivamente informatico, per sporgere formale denuncia in merito ai fatti esposti alla sua attenzione dalla figura apicale comunale.
È quanto si è appreso a margine della conferenza stampa di questa mattina in Procura, a seguito della precisa domanda di un giornalista circa la rispondenza al vero di questa circostanza.
Il procuratore facente funzioni, Francesco Giannella, ha confermato sia che il dirigente aveva trasmesso i suoi rilievi al sindaco, sia che questi, a sua volta, avesse sporto denuncia sei mesi prima del suo arresto.
Secondo quanto è trapelato, il titolare dell'inchiesta, Michele Ruggiero, avrebbe appreso di tale circostanza soltanto nel corso dell'interrogatorio di garanzia di Riserbato durante la misura cautelare che gli fu imposta a dicembre 2014, insieme con altre cinque persone.
Tale circostanza, pertanto, potrebbe determinare nuovi sviluppi in merito alla posizione dell'ex primo cittadino, il quale potrebbe, nelle prossime ore, rilasciare anche un comunicato ufficiale in merito essendo stato oggetto di contestazioni per fatti che, secondo questi nuovi elementi emersi, avrebbe egli stesso contestato con netto anticipo rispetto alla misura cautelare da cui fu colpito.

