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Castello di Trani, a breve rivivremo la cappella carceraria

È convinzione comune che il rilancio della nostra Trani sia strettamente legato allo sviluppo del turismo in sinergia con la valorizzazione del patrimonio culturale e che quindi occorre riscoprire i valori identitari della città: non dobbiamo perdere di vista le nostre origini, ciò che siamo stati e ciò che possedevamo. Occorrono interventi pianificati, che coinvolgano il turista ed i cittadini, con i loro ricordi ed esperienze, in modo da poter restituire a tutti noi il ruolo di attori protagonisti di una Trani degna dell'appellativo “Perla dell'Adriatico”.

Pertanto il nostro invito è volto a ritrovare insieme l'anima e lo spirito di squadra. In questa logica tempo fa la nostra associazione culturale “il presidente Sandro Pertini” aveva annunciato il ritrovamento di alcuni resti lapidei della bellissima cappella di forma esagonale che, posta su un alto basamento nel cortile centrale dell’ottocentesco carcere del castello, permetteva ai detenuti di assistere alla santa messa dalle celle del primo piano. Per questo chiedemmo di far tornare a nuova vita la cappella per offrire ai cittadini ed ai turisti un significativo elemento del nostro patrimonio storico. Ne scaturirono varie ipotesi ricostruttive.

I resti, abbandonati nel fossato del castello, furono recuperati e conservati all'interno del cortile sud per scongiurare il rischio di trafugamenti e la perdita di una testimonianza architettonica di valore storico e spirituale. Oggi alcuni passi avanti, in tal senso, sono stati fatti. Il Politecnico di Bari, nella figura dei Martines, in accordo con la Soprintendenza ed il nuovo Polo Museale della Puglia, chiamato alla valorizzazione del castello svevo, con Pasquale ha provveduto all'intera catalogazione dei blocchi lapidei recuperati creando così le basi scientifiche per una possibile ricostruzione del piccolo edificio.

Per questo, all’architetto Rosa Mezzina, del Polo Museale della Puglia del Ministero dei Beni Culturali, che raccoglie il testimone della direzione del castello svevo di Trani, intenzionata a lanciare nel firmamento italiano questo contenitore culturale, abbiamo rinnovato, mesi fa, la richiesta di far rivivere il monumento della cappella del carcere. E proprio lei in questi giorni ci ha rassicurato del fatto che è in lavorazione un progetto multimediale di realtà aumentata che permetterà al visitatore del castello di vedere nuovamente il piccolo edificio là, “dov’era e com’era” al centro del cortile centrale, cogliendone i particolari costruttivi e decorativi, rivivendo in modo spettacolare ed emozionante una spazialità che non esiste più, coniugando l’antico linguaggio alle innovative tecnologie.

Ma siamo andati oltre auspicando che l’architetto Mezzina, essendo esperta in restauro dei monumenti e antiche tecniche costruttive, voglia collaborare ad un'operazione culturale che unisca tradizione e mercato del lavoro. Ad esempio recuperando la nobile tradizione delle maestranze degli scalpellini che è a rischio di estinzione. Sarebbe opportuno cogliere l’occasione di questa nuova prestigiosa presenza a Trani per avviare un percorso di recupero dei saperi e trasmettere alle giovani leve una maestria che possa diventare “un mestiere tra le mani”. Di qui la richiesta
alla direttrice del castello Svevo di effettuare corsi di restauro sia con gli studenti universitari del Politecnico che con gli operai di quelle aziende della pietra di Trani che hanno già manifestato la loro disponibilità a collaborare. Chiediamo che questo contenitore culturale accolga un cantiere di studio e di lavoro.

Questi non sono sogni, ma progetti realizzabili per i quali è indispensabile una cabina di regia, intese formali e sostanziali tra istituzioni, fondazioni, sistemi d’impresa e uomini di buona volontà. Occorre concertare, concorrere ad ogni utile accordo che abbia come obiettivo la promozione dell’immagine di Trani, per mettere in luce il suo humus storico, la sua anima migliore, le sue capacità imprenditoriali. L’invito è quello
di abbandonare atteggiamenti individualistici ed egocentrici per fare squadra ed ottenere così l’attenzione ed il sostegno della Regione con la quale accedere ai finanziamenti europei per rilanciare un’economia basata sul nostro patrimonio culturale.

Per questo occorre pervenire in tempi strettissimi a protocolli d'intesa fra il Polo Museale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali Puglia, la Regione e il Comune di Trani ai fini di una gestione coordinata e integrata. Altri attori con cui si auspicano forti e programmatiche intese è ad esempio il Polo Museale di Trani con la sua bella
ristrutturazione della sezione archeologica e con l'incredibile collezione di macchine per scrivere. Trani si sta risvegliando e i segnali di un nuovo modo di pensare li vediamo nell'accordo fra la fondazione Seca e il Comune per organizzare gran parte delle iniziative musicali che si stanno tenendo questa estate. Lo rileviamo, infatti, non
più solo dalle meravigliose giornate dei “Dialoghi di Trani”, ma anche da nuove iniziative come “Strani Incontri”, che ha inondato tante serate della nostra estate con poesie, musica, narrazioni di esperienze, presentazioni di libri ecc. e così stanno apprestandosi a fare altre associazioni.

Abbiamo certezze che molti privati sono pronti a prestare gratuitamente ad allocare in contenitori culturali e storici, collezioni pregiate (carrozze, costumi, opere d’arte...) e tanti imprenditori sono disponibili a sponsorizzare iniziative culturali (vedi Società Megamarket). Agli scettici diciamo che ragionare sulla cultura vuol dire anche ragionare in prospettiva sull'economia. È restando uniti che possiamo far decollare Trani, creando un turismo attraente che non sia solo “mordi e fuggi”: occorre
mettere in rete le ricchezze culturali delle città, rinunciando a superati e superflui individualismi.

La volontà di fondo vuole essere quella di recuperare e di rilanciare una città che non ha ancora ritrovato la sua “anima”, ma che oggi, anche grazie ai fondi europei, ne ha tutte le opportunità. Potrà farlo se tutti i cittadini dal primo all'ultimo, di ogni età e ceto, prenderanno coscienza che rispettare e far rispettare il proprio territorio, salvaguardandone i valori e le bellezze, è la strada per lo sviluppo e la crescita culturale ed economica. Noi dell'associazione socio-culturale “Il presidente Sandro Pertini” siamo pronti e disponibili.

Il presidente dell'associazione “Il presidente Sandro Pertini” - Nicola Cuccovillo


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