Potrebbero subire un rallentamento i lavori del parco di via Polonia, poiché, durante la loro realizzazione, è emerso uno stato dei luoghi parzialmente difforme rispetto al progetto conosciuto. Inoltre, si punta ad un'illuminazione più moderna ed economica, ma anche questa non era stata prevista in partenza.
Il dirigente dell'Area lavori pubblici, Giovanni Didonna, ha così autorizzato una perizia di variante, e suppletiva, sulla base di una segnalazione pervenuta dal direttore dei lavori, Michele Sgobba, recentemente subentrato a due funzionari dell'Ufficio tecnico i quali, a causa dei numerosi impegni, d'ufficio, avevano rimesso il mandato.
L'architetto Sgobba, peraltro, è stato scelto in quanto già progettista dell'intero contratto di quartiere Sant'Angelo, nella cui area rientra il parco, sebbene finanziato recentemente con i fondi del "Patto città campagna", pari a 625mila euro.
Ebbene, il professionista aveva espressamente richiesto l'autorizzazione a redigere una perizia di variante perché, durante l'esecuzione delle opere di sistemazione dell'area destinata a parcheggio, adiacente i fabbricati esistenti, sono state rinvenute le tubazioni di scarico delle acque meteoriche dei lastrici solari di quegli edifici.
Tale situazione risulta difforme dallo stato dei luoghi come da progetto, giacché i pluviali delle palazzine scaricano le acque meteoriche direttamente sul confine del lotto d'intervento del parco, anziché sulla strada pubblica, come previsto dalla norma per aree su cui non vi è presenza di condotta pubblica di fogna bianca.
Ed allora, nell'attesa della definizione di eventuali spostamenti di queste condotte private, per completare celermente il progetto di investimento si è resa necessaria una diversa sistemazione della zona di confine con i fabbricati, per consentire un opportuno deflusso delle acque meteoriche.
Pertanto, si è scelto di convogliarle in una zona a verde posta alla stessa quota delle sistemazioni esterne dei fabbricati a confine con le aree a parcheggio pubblico: tale delimitazione verrà effettuata con la realizzazione di un muro in calcestruzzo di confine, di altezza fuori terra massima di 100 centimetri, quale contenimento del rilevato stradale della zona parcheggio e delimitazione delle aree della zona verde destinate alla raccolta delle acque piovane degli stabili, il tutto completato con una ringhiera metallica sovrastante di protezione.
Inoltre, durante gli ultimi incontri avvenuti alla presenza dell'impresa aggiudicatrice, nonché dell'Amet, che si occupa della manutenzione degli impianti di illuminazione nel Comune di Trani, è emersa l'esigenza di variare la tipologia dei pali previsti nel progetto di partenza, con manufatti di arredo urbano ed armature stradali con tecnologia a led.
Tale soluzione s'inserisce nel solco della recente normativa in termini di efficienza energetica: con tale variazione, infatti, è possibile recuperare circa il 50 per cento della potenza installata, con conseguente risparmio in termini di bolletta energetica, garantendo al tempo stesso i livelli illuminotecnici previsti.
Per assicurare un miglioramento funzionale degli impianti elettrici ed una possibile implementazione futura degli stessi, s'è previsto anche di spostare le videocamere di sorveglianza in punti del parco maggiormente strategici.
L'eventuale maggiore importo, al netto del ribasso d'asta offerto, non dovrà superare il 5 per cento dell'importo contrattuale, e trovare copertura finanziaria alla voce "imprevisti" del quadro economico del progetto.



