il Consiglio dei ministri ha approvato la data del referendum costituzionale: si andrà alle urne domenica 4 dicembre. Questo potrebbe determinare, nelle scuole i cui plessi sono sede di votazione, un lungo ponte dell'Immacolata (8 dicembre) quasi senza precedenti.
Nel merito, il referendum propone lo snellimento del Parlamento attraverso il taglio di buona parte del numero dei senatori e conseguente risparmio dei costi della politica. Il fronte del «no» osserva che il risparmio sarà tutt'altro che consistente rispetto a quanto prevede il governo e che la riforma determinerebbe una concentrazione del potere nelle mani della Camera e del capo del Governo.
Per quanto riguarda gli enti locali, con la vittoria del «sì» verrebbero cancellati Cnel e province, ma il fronte del «no» ribatte facendo osservare che il presunto, maggiore potere in mano alle Regioni non aiuterebbe in alcun modo il principio di sussidiarietà, concentrando ulteriormente la forza delle decisioni nelle mani dello Stato centrale.

