Da sempre crocevia delle rotte commerciali tra Oriente ed Occidente, negli ultimi anni Trani è diventata un vero e proprio esempio di melting pot e di serena convivenza di diverse etnie, lingue e religioni. Ne sono una testimonianza le classi del III circolo “G. D’Annunzio”, caratterizzate dalla presenza di alunni stranieri che offrono quotidianamente lo spunto per momenti di riflessione ed arricchimento reciproco.
È proprio in quest’ottica che, nella mattinata di ieri, le insegnanti del plesso ubicato in via pedaggio santa Chiara hanno accompagnato i bambini delle classi I A , IV A e V A in visita ai luoghi di culto della città, per condividere valori, tradizioni ed esperienze appartenenti alle differenti culture ed etnie dei piccoli alunni di origine rumena, albanese, magrebina, turca e pakistana, a partire dalla chiesa ortodossa rumena in via san Martino, passando per la sinagoga, per poi arrivare sino alla cattedrale: è in questo percorso che si è segnata la differenza tra parlare di intercultura e viverla in prima persona.
È un dato di fatto che le nostre città, le nostre scuole, le nostre strade siano sempre più “colorate” ed insegnanti attenti ai cambiamenti non possono non considerare che l’interculturalità sia una risposta educativa, sia l'intenzione di entrare in questo mondo "altro". L'interculutralità è il desiderio di farsi conoscere dall'altro e di conoscerlo meglio, visto che camminiamo sullo stesso marciapiede, abitiamo nello stesso condominio, viviamo nella stessa comunità e frequentiamo la stessa scuola. Forse l'insegnante diventa il vero mediatore interculturale in grado di creare momenti pedagogici capaci di andare oltre le reciproche differenze. Pertanto, anzichè limitarci a leggere il libro della vita, bisognerebbe cominciare a viverlo, e gli alunni del plesso “G.D’Annunzio” lo stanno già facendo.
Barbara Carpentieri




