La posizione del sindaco uscente, Luigi Riserbato, in merito alle richieste di rinvio a giudizio nell'ambito dell'inchiesta Sistema Trani, si è attenuata grazie alla circostanza, già emersa all'indomani dell'arresto di Sergio De Feudis e della definizione del secondo filone di indagine, che aveva visto lo stesso primo cittadino denunciare una serie di presunte anomalie al sistema informatico del Comune il 13 giugno 2013, vale a dire un anno e mezzo prima del suo arresto.
È questo il motivo per cui, a Rserbato, non viene contestata l'associazione per delinquere che, invece, il pubblico ministero Michele Ruggiero ipotizza a carico dell'ex vicesindaco, Giuseppe Di Marzio, dell'ex amministratore unico di Amiu, Antonello Ruggiero, degli ex consiglieri comunali Nicola Damascelli e Maurizio Musci, e dell'ex responsabile dell'Ufficio appalti, Edoardo Savoiardo, tutti oggetto di misure cautelari il 20 dicembre 2014.
La stessa ipotesi viene formulata, con riferimento al secondo filone dell'inchiesta, a Sergio De Feudis, unico arrestato nell'ambito di questo secondo segmento di indagine, all'ex comandante della Polizia locale, Antonio Modugno, nonché al già citato Savoiardo. Le posizioni di questi ultimi due, peraltro, sembrano meno complicate poiché non furono oggetto di ordinanza di custodia cautelare, a differenza di De Feudis.
Per quanto riguarda i predetti e gli altri indagati, i reati a vario titolo contestati sono, concussione, induzione indebita a dare/promettere denaro e/o utilità, voto di scambio, tentata concussione politica, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, turbata libertà degli incanti aggravata, truffa aggravata, danneggiamento fraudolento di beni assicurati, abuso d'ufficio, falso per corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio, peculato.
Sostanzialmente, il primo filone dell'indagine riguarda la classe politica, il secondo la macchina comunale. Il «sistema» sarebbe il frutto dell'intreccio tra i due, e la Procura della Repubblica cercherà di dimostrarne la rilevanza penale al giudice per l'udienza preliminare.
La data dell'udienza non è stata ancora fissata e, come già anticipato ieri, al momento l'unico legale destinatario della notifica delle richieste di rinvio a giudizio è l'avvocato Bepi Maralfa, già a suo tempo incaricato dal Comune di Trani, come da noi riferito, di una consulenza per appurare se, nel sistema informatico di Palazzo di città, vi fossero stati altri indebiti accessi dopo quelli contestati nel secondo filone.



