Saranno emesse il 30 marzo prossimo le sentenze dei processi per manipolazione del mercato a carico di un analista di Fitch e di cinque tra analisti e manager di Standard & Poor's e di quest'ultima società di rating, imputata in base alla legge sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche. Lo ha deciso il Tribunale di Trani.
«Ipotizzare teorie su complotti internazionali richiama alla memoria periodi bui del passato della nostra Europa. Al centro di questo processo dobbiamo rimettere i fatti che dimostrano che non vi è mai stata alcuna manipolazione del mercato».
Con questo rilievo alla Procura, Guido Alleva, difensore di Standard & Poor's e di quasi tutti gli imputati, ha aperto le sua arringa al processo per manipolazione del mercato dinanzi al Tribunale di Trani, a carico di cinque tra analisti e manager di Standard & Poor's e della stessa società di rating, imputata in base alla legge sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche. Nel dibattimento sono parti civili Federconsumatori, Acu, Adusbef e alcune decine di consumatori.
«Non fu Standard & Poor's - ha proseguito il legale - a ritenere la manovra (del Governo italiano del 2011, ndr) insufficiente. Fu la Bce, con la famosa lettera del presidente della Bce Trichet. Una lettera che era firmata anche da Mario Draghi, allora governatore della Banca d’Italia. Quella lettera non diceva certo che l’Italia avesse un problema di reputazione sui mercati. I contenuti erano chiari: il documento esortava il Governo a prendere misure per risolvere problemi strutturali. Al contrario, in questa aula, il pm ha sostenuto che in quel periodo l’Italia stava benissimo, quasi al livello della Germania».
Il penalista ha quindi contestato la ricostruzione del pm Michele Ruggiero.
«Negli ultimi tre anni di questo processo abbiamo assistito ad un tentativo sistematico di distorcere la verità», ha affermato in una dichiarazione diffusa l’agenzia di rating Standard & Poor's .
(fonte, La gazzetta del Mezzogiorno)
