Il giudice monocratico del Tribunale di Trani, Lorenzo Gadaleta, ha condannato ad un anno e quattro mesi di reclusione, pena sospesa, il dottor Ruggero Spinazzola, di Barletta, con l'accusa di omicidio colposo, per la morte della giovane tranese Teresa Sunna, avvenuta il 24 marzo 2012.
Il medico è stato invece assolto dall'ulteriore accusa di detenzione e somministrazione di farmaci scaduti. Il suo difensore, Leonardo Iannone ha preannunciato appello dopo il deposito delle motivazioni, che avverrà entro 90 giorni
Teresa Sunna, 29 anni, morì dopo un esame in cui le era stato somministrato del nitrito di sodio al posto del comune sorbitolo. Al medico, in particolare, è stato contestato il fatto di essersi approvvigionato della sostanza, scambiata come sorbitolo, attraverso internet e non il canale istituzionale delle farmacie, nonché di non avere rigorosamente verificato quanto acquistato.
La giovane donna si era sottoposta, con altre due sue amiche, ad un test di intolleranza alimentare presso lo studio medico di Spinazzola. Le altre due donne, che assunsero la stessa sostanza, furono ricoverate in ospedale in gravi condizioni, ma si salvarono.
Due anni di reclusione, con il beneficio della pena sospesa, ed un risarcimento di 750mila euro era stata invece la pena, patteggiata, per gli altri due imputati accusati dell'omicidio colposo di Teresa Sunna: si tratta di Anthony Kelly Finbarr, direttore della Mistral, e Shauna Mc Cormick, dipendente della stessa azienda.
Il Gip del Tribunale di Trani, Rossella Volpe, il 17 marzo 2014, aveva preso atto della richiesta di patteggiamento formulata dai legali dei due imputati, che avevano anche dichiarato la disponibilità della società a risarcire il danno non soltanto in favore della famiglia della vittima, ma anche delle altre due ragazze, che, invece, sopravvissero alla morte: per loro, 90mila euro a testa.
Nel video dell'epoca, che riproponiamo, la ricostruzione dei fatti e le analisi sui rischi dell'approvigionamento di farmaci on line.



