La notizia, fino ad oggi, non era stata riportata da alcuno perché la categoria aveva ritenuto, preliminarmente, di interessarne i propri vertici. Obiettivo, sottoporre loro quello che, effettivamente, è stato rilevato come un vero e proprio «caso Trani».
Il riferimento è alle dichiarazioni rilasciate dal capogruppo del Movimento 5 Stelle, Antonella Papagni, nel corso dell'ultimo consiglio comunale quando, parlando della discarica di Trani durante gli interventi preliminari, qualificava come «articoli marchetta» quelli relativi all'andamento dei dati di inquinamento dei campioni d'acqua prelevati dai pozzi al servizio dell'impianto.
Il nostro organo d'informazione è fra quelli che, con regolarità, aggiorna i lettori circa lo stato di concentrazione dei metalli inquinanti, circostanza cui tiene molto pure la Procura della Repubblica, che continua a seguire tali evoluzioni anche all'indomani del dissequestro del sito.
Ci si può dichiarare più o meno interessati da queste notizie, si può legittimamente affermare che non è misurando la temperatura con il termometro che il malato guarisca, ma dichiarare che questi articoli siano il frutto di un presunto, fraudolento accordo fra non meglio precisate parti è inaccettabile.
L'assessore all'ambiente, Michele di Gregorio, ebbe modo di replicare fingendo di non conoscere la terminologia utilizzata ma, evidentemente, respingendo al mittente le accuse, almeno per quanto riguarda l'amministrazione comunale.
Le affermazioni rilasciate dall'ex candidato sindaco, però, non avrebbero potuto ottenere una risposta soltanto dalla giunta perché, qualora si facciano marchette, come detto, le parti coinvolte sarebbero sempre, almeno due: l'altra, appunto, sarebbe stata l'informazione.
Investita del caso, l'Associazione della stampa di Puglia s'è ufficialmente espressa censurando quelle dichiarazioni, peraltro rilasciate nel pubblico consesso più importante, da parte di un rappresentante della classe politica che s'era anche proposto alla guida del governo della città. Di seguito il documento.
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L'Associazione della Stampa di Puglia giudica lesive della dignità di tutta la categoria dei giornalisti pugliesi le parole diffamanti utilizzate dalla consigliera M5S, Antonella Papagni, nel corso di una seduta del Consiglio comunale tenuta nelle scorse settimane a Trani.
«È un pericoloso esercizio a danno della democrazia e del diritto di cronaca – dice Bepi Martellotta, presidente dell’Assostampa regionale – additare alla pubblica gogna i cronisti locali, tra l'altro nella più alta istituzione della città, definendo "articoli marchetta" i loro resoconti sui dati sull'inquinamento ambientale provocato dalla discarica di contrada "Puro Vecchio". Evidentemente, ogni qual volta vengono diffuse notizie scomode, una parte del ceto politico e dirigente chiamato ad amministrare nell'interesse dei cittadini, prova a scaricare sui giornalisti le responsabilità delle inefficienze».
Insieme ai colleghi giornalisti di Trani, l'Assostampa di Puglia invita pertanto la rappresentante del Movimento 5 Stelle a prendere una posizione chiara: «Se ha le prove delle "marchette", si presenti in procura e faccia denuncia dei giornalisti e degli eventuali portatori d'interesse sulla vicenda. Se invece non le ha, chieda scusa ai giornalisti, all'amministrazione pubblica e, soprattutto, ai cittadini di Trani, che meritano di essere informati sui problemi della loro città e di ottenere soluzioni legislative dal consiglio comunale che hanno eletto, non certo improvvisati "tribunali del popolo"», incalza il sindacato regionale.
«Spesso, dal Movimento Cinque Stelle, giungono richiami - conclude la nota - sul triste primato che caratterizza l'Italia in tema di libertà di stampa, confinata com'è al 77esimo posto della classifica mondiale. Ebbene, sono proprio casi come questi a trascinare il nostro Paese a quei livelli, tra generiche diffamazioni da parte del ceto politico o, ancora peggio, pubbliche liste di proscrizione di chi si azzarda a scrivere notizie non gradite».


