Il controllo analogo di Amet ed Amiu non può non passare dal consiglio comunale. È il motivo per cui, di fronte alle critiche sollevate dall'opposizione, la maggioranza ha fatto mancare il numero legale nella seduta di venerdì scorso e, pertanto, si prepara a riportare con le dovute correzioni il provvedimento nella seconda convocazione dell'assemblea elettiva, in programma oggi, lunedì 29 maggio, a partire dalle 10.30, a palazzo Palmieri.
Secondo quanto fatto osservare da Maria Grazia Cinquepalmi, del movimento Trani a capo, «le responsabilità di controllo e scelte sulle aziende partecipate non può essere dei soli assessori, ed una giunta non può revocare decisioni del consiglio di amministrazione di una società. Le attività di controllo devono essere svolte dal consiglio comunale».
Rincara la dose Emanuele Tomasicchio, di Fratelli d'Italia: «Si vuole concentrare il potere di decidere certe cose nelle mani della giunta, quindi possiamo pensare che l'esecutivo voglia un rapporto di tipo clientelare all'interno delle società. Ma la legge e lo statuto del consiglio comunale dicono che il controllo delle società in house deve essere fatto dal consiglio comunale e, pertanto, se la Giunta dovesse avere l'ultima parola sugli appalti, questo mi farebbe inorridire».
Il fondamento del regolamento, formato di 22 articoli (quello da rivedere è il numero 11), è che «le società partecipate rappresentano un comparto amministrativo del Comune - si legge nel provvedimento -, che se ne avvale per perseguire migliori livelli di efficienza, efficacia ed economicità nell'interesse pubblico, ai sensi di legge e nel rispetto del principio di buon andamento e imparzialità dell'azione amministrativa sancito dalla Costituzione».
In questo contesto il Comune di Trani adotta il regolamento attraverso il quale attuare una più efficace azione di indirizzo, vigilanza e controllo nelle società cui partecipa, analoga a quella svolta istituzionalmente dall'ente riguardo le attività dei propri uffici».
Il consiglio comunale sarà, poi, chiamato ad approvare un'operazione di rinegoziazione dei mutui con Cassa depositi e prestiti, con debito residuo superiore a 10.000 euro.
L'obiettivo che il Comune di Trani intende raggiungere è una notevole riduzione delle spese nel 2017, per 91.000 euro, ed una della quota capitale negli anni successivi per un totale di 836.000 euro.


