Dal maggio 2010, a seguito del decesso di un dipendente, ad oggi, ha svolto delle mansioni superiori rispetto al proprio inquadramento. E così, un dipendente comunale, che presta servizio presso l’Ente in qualità di addetto ai servizi amministrativi, con inquadramento B1, posizione economica B5, con contratto a tempo indeterminato, ha richiesto al Comune le spettanze retributive a titolo di Tfr, Trattamento di fine rapporto, differenze retributive, tredici mensilità e straordinario a far data dal maggio 2010.
La prima quantificazione proposta dall’uomo e dal suo avvocato è stata di 96.097,47 euro oltre 15.058,77 a titolo di Tfr, in virtù delle posizioni economiche di inquadramento rispetto alla categoria D. Nel corso di un incontro, il Segretario generale, in qualità di dirigente del contenzioso, ed il responsabile dell’ufficio legale, hanno chiesto all’avvocato ed al suo assistito di ridimensionare l’inquadramento delle mansioni superiori.
La successiva richiesta è stata quindi di 64.567,57 euro e 12.775,13 a titolo di Tfr. Il totale, dunque, è superiore ai 77mila euro. Il Comune di Trani ha proposto al dipendente una somma di 12mila euro, a tacitazione di ogni pretesa e rivendicazione. Il dipendente ha contestato questa somma e il Comune ha fatto una seconda proposta, stavolta di 22mila euro.
Il contenzioso è stato quindi definito bonariamente per questa cifra, che è stata impegnata nel capitolo di spesa “Spese per risarcimento danni” del bilancio 2017.
Federica G. Porcelli

