«Vai Manu, vai, corri, arriverà la discesa e dovrai solo frenare, dovrai chinare la tua bici all'interno delle curve e correre, ti riposerai e arriverai al traguardo. È solo una tappa, una dannata tappa da vincere, ma solo una tappa. Il giro si vince alla fine, ed è ancora lungo».
È questo uno dei passaggi significativi di "Gìrano - Cinematica di una malattia", di Guglielmo Gianolio, edito da Durango, primo titolo della nuova collana "Chilometro zero". La presentazione avverrà oggi, venerdì 7 luglio, alle 19.30, nell'atrio di Palazzo Covelli, in via Ognissanti 123, a cura di Felice Di Lernia, editore e curatore della collana, con letture di Vittorio Malcangi.
Il libro di Gianolio è l’avvincente trasposizione, per frammenti ed immagini, del pensiero assordante di un padre il cui piccolo figlio patisce una lunga e grave malattia. In questa lucida elaborazione in tempo reale di una esperienza lacerante, l’apologia della bicicletta è la metafora efficace di un inseguimento esistenziale. Ci si ritrova così a correre con Guglielmo Gianolio, avendo il timore di restare senza fiato.
Guglielmo Gianolio, nato a Trani, leva ciclistica del sessantotto. Padre di due figli, geologo riqualificato a cuoco dalla Camera del Commercio e dell'Industria Tedesca (IHK). Gli manca la sua vita da sud europeo cui ha rinunciato quando, nel duemiladue, ha scelto autonomamente di vivere a Berlino. Ma non si rassegna e continua a sognare il mare, il sole, la sua terra.


