Un cardinale celebrante, Salvatore De Giorgi, venti vescovi, centocinquanta sacerdoti, numerosi sindaci ed autorità e, soprattutto, una basilica gremita già un’ora prima della celebrazione. Questi i numeri ed il senso delle esequie di Mons. Giovan Battista Pichierri.
“Ha amato le sue pecore come il buon pastore”, ha esordito De Giorgi aprendo la concelebrazione in un clima di cordoglio e raccoglimento.
Il vangelo di Giovanni ha offerto al celebrante l’occasione per parlare di “un sacrificio di amore ed una missione da sempre considerata al servizio della comunità. Il Signore lo ha chiamato a sé, a compimento di un grande servizio di amore”.
E poi il ricordo direttamente personale: "L’ho avuto diretto, affezionato, fedele collaboratore del mio ministero episcopale in Oria, come segretario e Delegato ad omnia. E’ stato, per me come un angelo custode, mi accompagnava ovunque con discrezione e con premura, dandomi un grande aiuto col fascino della sua testimonianza sacerdotale, con la saggezza dei suoi consigli e una non comune capacità di discernimento nelle soluzioni da prendere, con la serenità che sgorgava spontanea dalla preghiera, con la fedeltà che scaturiva dalla consapevolezza e dalla contemplazione del mistero sacerdotale, nel quale credeva appassionatamente e dal quale traeva le ragioni più profonde dell’obbedienza ai superiori e dell’affetto ai confratelli nello spirito della comunione presbiterale della quale era testimone esemplare e costruttore intelligente, paziente e indomabile".
E, nel dettaglio, "un particolare mi ha soprattutto colpito - ha deto De Giorgi -: l’avere indicato nella tensione alla santità la prospettiva fondamentale di tutta la costruzione di una chiesa in comunione per la missione.“Additare la santità – diceva Pichierri - resta più che mai un’urgenza pastorale. A nulla valgono tutte le strutture ecclesiastiche, se non c’è impegno alla santità”. L’anelito alla santità Mons.Pichierri lo ha avvertito personalmente fin da giovane sacerdote: posso attestarlo per averlo percepito durante le molteplici riflessioni che scambiavamo frequentemente, viaggiando e pregando insieme nelle visite alle parrocchie".
E poi l'ultimo saluto: "Ringraziamo Te, o Signore, per avercelo dato e ringraziamo anche Te, Giovan Battista, per quanto ci hai dato. Grazie, fratello carissimo, non Ti dimenticheremo nella morte e arrivederci in Paradiso".
Fra i messaggi di cordoglio letti a fine celebrazione, quello del Segretario di Stato della Santa Sede, cardinale Pietro Parolin, che ha espresso la vicinanza di Papa Francesco alla Diocesi di Trani, in lutto per la perdita del suo pastore.
Il trigesimo di Mons. Pichierri - ha fatto sapere il vicario generale uscente, Mons. Giuseppe Pavone - sarà celebrato il prossimo 30 agosto, nel giorno che sarebbe stato del suo 50mo anniversario di sacerdozio, dal cardinale Francesco Monterisi.
La celebrazione si è conclusa con la commovente uscita del feretro, portato in spalla da sacerdoti diocesani, lungo la navata centrale di una basilica avvolta da un canto solenne – “Chi ci separerà dall’amore di Cristo” - ed applausi scroscianti.
Mons. Giovan Battista Pichierri è stato, davvero, molto più amato di quanto possa apparire. Ci mancherà.








