«Circa 23 milioni di euro di cui 12 della Regione Puglia, queste le risorse utilizzate per realizzare la strada provinciale n 1 Andria – Trani inaugurata questa mattina, un'opera che invece, stando ai costi standard, sarebbe potuta costare 53 milioni di euro». Così Francesco Ventola, ex presidente della Bat, oggi consigliere regionale, in merito all'inaugurazione di un tratto della Trani-Andria.
«Per quanti hanno parlato sulla dubbia utilità della nascita della nostra sesta Provincia pugliese, forse basterebbe già questo risultato, in materia di viabilità ed in aggiunta all'attività ordinaria, a giustificare quanto una giovanissima Provincia partita dal nulla è riuscita a fare. Un miracolo se si pensa ai tanti inutili anni di attesa perché altri enti, la Provincia di Bari su tutti, si facessero carico concretamente di realizzare l'intervento. I decenni sprecati tra pastoie e rimpalli di responsabilità, per quanto giustificabili, lo dimostrano.
Parliamo di un'opera fortemente voluta dal territorio, dai Comuni e dai cittadini di Andria e Trani, dagli operatori e dagli agricoltori più direttamente interessati, dalle Istituzioni, che la neonata Provincia di Barletta Andria Trani ha saputo realizzare. Lo dovevamo, è triste ma doveroso ricordalo, alle tante vittime cadute su quel tracciato. E' stato frustrante doverlo fare ogni volta che, in ricordo di quelle perdite innocenti, formalismi e burocrazia moltiplicavano esponenzialmente le difficoltà (si pensi alle “semplici certificazioni” che, se scadute, impongono di ripartire da zero con ricadute negative sulla singola procedura, tra le tante che concorrono su tutto l'intervento). Per non parlare dei ricorsi amministrativi in sede di appalto e dei contrattempi che ovviamente si incontrano in lavori di tale complessità.
È stato un gioco di squadra fantastico in cui politica e struttura provinciali hanno fatto comunque e solo il proprio dovere come dovrebbe essere sempre, dalle figure più direttamente coinvolte, cui va la mia riconoscenza, a quelle di seconda linea che mestamente portano avanti il loro lavoro.
Nominare il dirigente artefice della struttura provinciale, il RUP ing. Mario Maggio, per capacità e perseveranza, l'ing. Michele Cirrottola che con responsabilità ha diretto i lavori, il dott. Felice Roselli che ha curato la complicata questione degli espropri, per i quali la Provincia ha dovuto trovare e mettere a disposizione ben 8 milioni, inizialmente, è più che doveroso. Ringrazio anche l'ing. Anaclerio della Provincia di Bari che, vista la scadenza imminente, in due mesi a fine 2009 portò a termine l'aggiudicazione dei lavori. Un impegno compiuto tutto all'interno della struttura pubblica utilizzando professionalità ed abnegazione. A proposito di espropri, sottolineo che, caso atipico in Italia, la Provincia Bat non ha subito nessun contenzioso e quindi nessun onere aggiuntivo a conferma della bontà del lavoro compiuto.
Ma devo anche ringraziare la Giunta ed il Consiglio Provinciale che hanno sostenuto i provvedimenti adottati di volta in volta e senza deleteri campanilismi.
Un ringraziamento a parte ho sentito di fare all'impresa Mataresse; una impresa del territorio che, rispettosa dell'impegno assunto, ha sottoscritto un contratto allo stesso prezzo di quello convenuto cinque anni prima: basta collegare i costi standard prima richiamati per comprendere il senso di questo ringraziamento.
Ma la storia non finisce qui. Nonstante le sfortunate vicissitudini cadute sulle Province d'Italia, la Bat ha ancora altri traguardi da raggiungere, il tempo sarà galantuomo come lo è stato per la Andria-Trani. Penso in primis alla SP n. 2, la Andria-Canosa ed alla circonvallazione di Andria, alla Trani-Bisceglie, per rimanere in tema di viabilità. Arterie stradali progettate, finanziate, appaltate ed in parte già cantierizzate. Come 1° presidente della Provincia Bat e cittadino di questo territorio, se sono orgoglioso.
Oggi la politica e la pubblica amministrazione hanno dato una buona prova di se, di ciò che deve essere la normalità per il lavoro a servizio di una comunità».
Queste le parole del sindaco di Trani, Amedeo Bottaro: «È stata completata un’opera fondamentale per le due città e per tutto il territorio, per la quale non sono mancati ostacoli economici, burocratici e procedurali. Alla fine però ha vinto la voglia di fare, ha vinto la voglia di veder realizzata quella strada sulla quale sono morte tantissime persone, spesso giovanissimi. A loro va il nostro primo pensiero. Come sindaco della città di Trani e come vice presidente della Provincia sono soddisfatto, ora però dobbiamo passare alla seconda fase, non meno importante».
Il riferimento del sindaco è alla realizzazione del ponte che collega l’Andria-Trani con la provinciale Barletta-Corato, in agro di Trani, all’altezza del quadrivio presente in località Puro Vecchio. Già a marzo, il primo cittadino tranese aveva scritto alla Regione, chiedendo un impegno preciso, supportato da un documento firmato da 345 operatori dei settori produttivi interessati. Nel progetto originario dell’allargamento stradale della provinciale Andria-Trani era prevista la realizzazione del ponte di congiunzione con la provinciale Barletta-Corato, opera necessaria in quanto, con l’allargamento della provinciale, viene di fatto impedito il collegamento tra le due strade. A seguito di sopravvenute esigenze di natura tecnica, l’opera, inizialmente prevista, a causa di una ingente lievitazione di costi, era stata stralciata. La Regione adesso si è impegnata a sostenerla economicamente. Il sindaco di Trani, nella nota, aveva evidenziato la valenza strategica del collegamento tra le due strade provinciali, attesa l’alta percorrenza dell’arteria soprattutto dagli operatori del settore agricolo e lapideo della città di Trani.
A margine della cerimonia di inaugurazione della Trani-Andria, gli agricoltori tranesi hanno fatto dono di alcune casse di uva da tavola al presidente ed al vice presidente della Regione.


