Tempo ventiquattro ore e la Torre dell'orologio è stata rimessa in sicurezza, attraverso la riparazione e ripristino della piena funzionalità della porta d'ingresso: la notte precedente, come si ricorderà, il manufatto era stato oggetto di un atto vandalico e la torre civica quattrocentesca, adiacente la chiesa di San Donato, era rimasta incustodita e pericolosamente accessibile a chiunque.
Anche in questo caso, così come nel recente episodio della vandalizzazione della statua di piazza Antonio Cezza, dedicata all'omonimo carabiniere, le spese per le opere di ripristino del manufatto sono state a cura di un consigliere comunale che, così come nella precedente circostanza, ha scelto di restare anonimo. «Non sono rimasta però indifferente - dice la rappresentante all'assemblea elettiva -, che in questo caso ha voluto almeno fare sapere che è una donna -, all'ennesimo attacco al cuore della nostra città. Se, nel caso della statua dedicata ad Antonio Cezza, ero rimasta colpita dalle scritte omofobe e dall'oltraggio alla memoria di un valoroso carabiniere, in questo secondo episodio mi ha profondamente turbato il fatto che sia stata preso di mira un monumento simbolo della nostra città, per quello che ha rappresentato nel corso dei secoli e, soprattutto, perché sormontata da una delle più belle riproduzioni dello stemma di Trani».
Nel motto di quello scudo civico, «Fortis, ferox, fertilis», evidentemente non tutti si rispecchiano, «ed allora il mio augurio è che ci sia maggior rispetto della cosa pubblica - auspica il consigliere -, perché solo attraverso esso sarà possibile tramandare ancora nella loro integrità, e per tante generazioni, questi simboli di una Trani da prendere come modello per il bene comune».
Anche in questo caso, il finanziamento dei lavori è avvenuto attingendone direttamente il costo dai gettoni di presenza, peraltro recentemente liquidati con riferimento a sedute di consiglio e commissioni risalenti addirittura a quasi un anno fa.



