Il Comune di Trani non è stato ammesso quale parte civile nel processo penale in corso di svolgimento presso la Corte d'Assise del Tribunale di Trani in merito all'omicidio di Biagio Zanni. Nel procedimento sono imputati i due protagonisti maggiorenni della rissa all'esito della quale Zanni fu accoltellato e per le ferite che riportò morì il giorno dopo, il 20 settembre 2015.
Lo ha disposto il presidente della Corte d'Assise Giulia Pavese accogliendo due eccezioni formulate dall'avvocato Antonio Florio, difensore di uno dei due imputati, Gianluca Napoletano. A detta di Florio, il Comune di Trani si è tardivamente costituito in quanto non lo ha fatto prima della prima udienza che già si è tenuta. E peraltro mancavano i presupposti per farlo perché il Comune di Trani non potrebbe in questa fattispecie risultare come parte lesa poiché si è trattato di una rissa che, benché sfociata con un decesso, si verifica in tutte le città italiane e non costituisce di volta in volta presupposto per la costituzione parte civile dell'Ente comunale.
Ciononostante il sindaco, Amedeo Bottaro, ha fatto sapere che il Comune intraprenderà un'azione civile per un non meglio precisato danno ricevuto perché lo stesso giudice Pavese ha affermato, nel corso dell'udienza, che il Comune in ogni caso risulta parte danneggiata in questa vicenda e avrà diritto ad essere presente, benché non potrà interloquire,+ in tutte le successive udienze che si terranno.
«Tutto questo - dice Bottaro - fa sì che la nostra posizione fosse assolutamente fondata e di conseguenza legittima la richiesta di costituzione parte civile. Prendiamo atto della decisione del Presidente di non ammettere il Comune al procedimento ma non per questo ci fermiamo e pertanto procederemo a questo punto in sede civile».
A quanto si è appreso l'avvocato Florio avrebbe peraltro provato a rovesciare il piano affermando che il Comune in questo processo sarebbe dovuto essere presente ma come imputato per non avere saputo garantire l'ordine pubblico dal quale poi è scaturita la rissa di cui fu vittima Biagio Zanni. Il presidente Pavese lo ha invitato a formulare rilievi esclusivamente tecnici precisando che compito della tutela dell'ordine pubblico è preliminarmente del Prefetto, attraverso le articolazioni di cui dispone nelle varie forze dell'ordine.
