Ogni occasione diventa buona per parlare della Procura di Trani. Ieri sera in diretta, su Radiouno Rai, durante Zapping, condotto da Giancarlo Loquenzi, si è tornato a ironizzare sull'ufficio inquirente del Tribunale di Trani, con riferimento alla Commissione parlamentare d'inchiesta sulle banche.
Loquenzi ha intervistato Stefano Cingolani, del Foglio, organo di informazione non da oggi pronto a colpire con i suoi articoli l'ufficio ubicato al secondo piano di Palazzo Torres e, in particolare, il sostituto procuratore Michele Ruggiero, titolare di numerose inchieste sulle quali, recentemente, ha anche ironizzato il direttore de La7, Enrico Mentana, provocando l'immediata replica da parte dell'interessato.
Secondo quanto riferisce il Foglio, Ruggiero sarebbe stato indicato come consulente della commissione, e questo avvalorerebbe la tesi di Cingolani, secondo cui si sarebbe in presenza di un soggetto inquirente che userebbe metodi, a suo dire, molto simili a quelli della stessa Procura di Trani.
Nel frattempo Loquenzi, introducendo ospite ed argomento, aveva detto che «sappiamo tutti cosa vuol dire quella procura, dove sono fiorite le inchieste più incredibili contro le banche di tutto il mondo praticamente».
Questo l'incipit dell'articolo di Cingolani: «La commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche compie oggi un salto di qualità perché al “teorema Etruria” e al “teorema veneto” s’aggiunge il “teorema Montepaschi”. Così, dal metodo Trani (inteso come tribunale) si passa al metodo Report (inteso come Milena Gabanelli). Alla gogna dovrebbe finire questa volta non più Matteo Renzi e il “giglio magico”, quanto il Pd già Ds già Pds, già Pci, insomma tutta la filiera che ha governato a Siena facendo il bello e cattivo tempo al Comune».
L'impressione è che, ormai, la Procura di Trani sia entrata nel mirino di una critica oltremodo ingenerosa, che effettivamente spesso dimentica che un'inchiesta nasce da una denuncia, soprattutto se ben circostanziata.
Ed evidentemente, nel territorio della circoscrizione del Tribunale di Trani, le denunce hanno sempre avuto fondamenti tali da essere prese in considerazione dai magistrati della Procura della nostra città, a cominciare proprio dal quasi ex sostituto di Trani, Michele Ruggiero, prossimo al trasferimento ad altra sede.
È da comprendere, pertanto, se sia la Procura di Trani a provocare reazioni da cosiddetto solletico nei confronti dei poteri forti, o i poteri forti, che si manifestano in tante forme, a non gradire che una presunta procura di provincia abbia osato indagare, anche mettendo in preventivo l'insuccesso dell'azione giudiziaria intrapresa, su questioni sulle quali, altri uffici, hanno sempre puntualmente sorvolato.

