È un momento fondamentale per la storia della giustizia a Trani ed in tutto il circondario. Questo è un tribunale che è stato iniziato nel 1215, quindi continua la tradizione e questo momento è un punto fermo sua per il rispetto della tradizione, sia in prospettiva, perché ci sia una giustizia più efficiente e moderna».
Così il presidente del Tribunale di Trani, Antonio De Luce, a margine della stipula del contratto di cessione gratuita in proprietà, da parte del Comune ed in favore dello Stato, di Palazzo Carcano, fra piazza Re Manfredi, via Accademia dei Pellegrini e via Beltrani, in cui saranno definitivamente allocati gli uffici giudiziari presenti nel territorio del Comune di Trani.
L’amministrazione comunale si è resa disponibile a concretizzare questa possibilità e, così, Palazzo Carcano sarà oggetto di lavori di completamento e rifunzionalizzazione del bene a spese dello Stato - «ma per restare in ogni caso di proprietà pubblica», sottolinea Capobianco, dell'Agenzia del demanio - e con il vincolo ad ospitarvi uffici giudiziari. L'investimento complessivo per il completamento del palazzo, di cui oggi è utilizzata solo una parte del piano terreno, è di poco meno di 5 milioni di euro, due dei quali proverranno dal Ministero di Giustizia. Gli ulteriori fondi saranno reperiti dall’Agenzia del Demanio.
«Sicuramente c'era la volontà dell'amministrazione di non perdere il nostro tribunale - dice il sindaco, Amedeo Bottaro -, siamo nell'era della spending review e delle soppressioni degli uffici giudiziari e, a me, hanno insegnato che nella vita, per trovarti bene, devi stare sempre un metro davanti. Questa è la bandierina che mettiamo definitivamente sulla nostra città».
«La presenza definitiva del Tribunale a Trani è una grande conquista - conferma il presidente dell'Ordine degli avvocati, Tullio Bertolino, perché in effetti c'era stato in passato qualche venticello che paventava una possibilità di trasferimento. La giustizia di prossimità, vale a dire la permanenza di un presidio di giustizia almeno a livello circondariale, nel nord barese, era assolutamente necessario ed imprescindibile, per significare che lo Stato è presente».


