Sono nuovamente in stato di agitazione le sette guardie della SicurItalia, l’azienda alla quale è stato revocato il servizio di vigilanza dei siti Amiu in favore della Vegapol: Gabriele De Toma, Michele Marulli, Francesco Ricchiuti, Antonio Viglione, Gaetano Cassaniello, Enrico Ferrara e Paolo Tursi non escludono anche di avviare, nei prossimi giorni, un sit-in permanente a Palazzo di città ed un contestuale sciopero della fame.
«Ancora una volta – dicono – siamo stati raggirati con una bugia detta da chi avrebbe dovuto garantirci di risolvere il nostro problema. Infatti, la Vegapol non ha fatto rispettare la clausola sociale. I loro responsabili non ci rispondono al telefono, e non abbiamo risposte nemmeno dai sindacati. Dopo due mesi di silenzio–assenso, dopo molti incontri con il sindaco e la nostra azienda, nei quali è stato scritto che la nostra situazione sarebbe stata risolta, con un collocamento non lontano dalla Bat, sono venute meno tutte le promesse».
Le sette guardie vorrebbero restare a lavorare a Trani o, al massimo, nella Bat. Le sedi di lavoro più vicine sono Bari e Brindisi ma affermano di non aver avuto alcuna offerta lavorativa da parte della loro azienda. «Il sindacato, in tutto ciò, non è incisivo».
Le guardie hanno anche chiesto di incontrare il nuovo vescovo di Trani.
