Vilson Dapi resta in carcere, ma Veli Hakballa ritorna libero. Lo ha disposto il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, Maria Grazia Caserta, all'esito dell'udienza di convalida di fermo dei due albanesi, rispettivamente 30enne e 24enne, fermati nei giorni scorsi dagli agenti del Commissariato di pubblica sicurezza per il tentato omicidio del connazionale Elis Rredhi, 35enne, all'apice di una lite, avvenuta nei pressi della stazione ferroviaria, nata per futili motivi.
Rredhi fu colpito con numerose coltellate al petto e all'addome, tanto da provocargli lesioni alla parete addominale anteriore con complicazioni, rottura di milza e conseguente prognosi riservata. Peraltro, il Gip ha operato diverse valutazioni per ciascuno di loro, ricostruendo la circostanza per cui la lite era avvenuta tra Rredhi e Dapi e quest'ultimo, dopo essere stato colpito, aveva reagito accoltellando il rivale. Hakballa, invece non aveva in alcun modo partecipato all'aggressione, anzi aveva provato a dividere i due contendenti fornendo, tra l'altro, dichiarazioni utili a localizzare il connazionale effettivo responsabile dell'accoltellamento, che probabilmente si apprestava a lasciare la città.
A detta del Gip, anche le dichiarazioni rese da Dapi nel udienza di convalida hanno concorso a scagionare Hakballa e non è improbabile che, in assenza del suo intervento dissuasore, il reato sarebbe stato portato a conseguenze più gravi. Peraltro, Dapi ha reagito ad un gratuito sopruso ed ha affermato di essersi difeso al punto che, adesso, gli inquirenti stano valutando profili di responsabilità a carico di Rredhi, vittima designata che, però, aveva iniziato l'aggressione utilizzando una mattonella per colpire Dapi al capo. Sia Hakbala, sia Dapi sono difesi dagli avvocati Claudio Papagno e Fabio Bisceglie.
