Nel marzo del 2014 un terremoto potrebbe avere cambiato lo stato dei luoghi della discarica di Trani, creando persino una cavità in una porzione di parete, e potrebbe essere stata la causa della dispersione di percolato in falda che causò la chiusura dell'impianto nel successivo mese di settembre, su disposizione dell'Ufficio grandi rischi della Regione Puglia.
È quanto affermano l'ingegner Scuro ed il geologo De Bellis, in una consulenza tecnica che gli avvocati Mario Malcangi e Antonio Florio, che difendono alcuni degli imputati nel procedimento, hanno sottoposto all'attenzione del Giudice per l'udienza preliminare, Angela Schiralli, nel corso dell'udienza tenutasi ieri in tribunale.
Il Gup si è riservato di valutare la richiesta aggiornando all'8 maggio la prosecuzione dell'udienza preliminare.
I due professionisti, che lavorano per lo studio Cotecchia, affermano di avere prove sufficienti per dimostrare che un evento sismico, registratosi nella primavera del 2014, determinò una modificazione dello stato dei luoghi nel terzo lotto, procurando un cedimento della parete ed il conseguente incidente che determinò la perdita della sicurezza di una porzione della discarica.
Pertanto hanno richiesto l'incidente probatorio al Gup che a sua volta, qualora dovesse ammetterlo, sarebbe chiamato a nominare un suo perito.
La richiesta riveste anche i caratteri dell’urgenza, poiché in discarica ci si avvia a fare partire i lavori del piano di caratterizzazione, che potrebbero determinare a loro una nuova modificazione dello stato dei luoghi e compromettere l'esito dell'incidente probatorio richiesto.
Le altre difese si sono uniformate alla richiesta, condividendola perché coincidente con tutte le rispettive posizioni, ma anche la stessa accusa, sostenuta dal pubblico ministero Valentina Botti.


