Alla vigilia della consultazione elettorale per il rinnovo del parlamento, Trani stabilisce un record storico al contrario: zero comizi. A meno che non vi siano state decisioni dell'ultima ora da parte di candidati, partiti o coalizioni per oggi, venerdì 2 marzo, ultimo giorno di campagna elettorale, quest'anno neanche un soggetto politico ha scelto di parlare in piazza alla gente. Di conseguenza, i due palchi montati in piazza della Repubblica, storico luogo della contrapposizione delle parti, con le due strutture a fronteggiarsi ed i partiti ad occuparle in rapida alternanza, questa volta sono rimasti del tutto deserti.
Nell'impegno di spesa complessivo per questa tornata elettorale, di circa 240mila euro, il Comune di Trani ha fatto montare i due palchi di sua proprietà a fronte di una totale assenza di richieste: mai accaduto prima, e l'alibi delle temperature fredde regge solo in parte, perché se è vero, come è vero, che negli ultimi giorni il gelo l'ha fatto da padrone, fino a qualche tempo prima il clima era decisamente migliore e le occasioni per parlare in piazza non erano mancate. In realtà, la maggior parte dei soggetti politici ha scelto di chiudersi nelle sale e, per l'occasione, la parte del leone l'ha fatta la sala di comunità San Luigi, seguita dalla biblioteca comunale, ormai sdoganata, almeno parzialmente, a sede di dibattiti politici.
Intanto, come già avevamo anticipato e documentato nei giorni scorsi, la campagna elettorale si chiude con un altro minimo storico, quello delle affissioni sulle plance installate dal Comune: meno del 50 per cento i manifesti presenti, rispetto agli oltre 900 previsti. E qualcuno è anche riuscito nell'impresa di farsi bollare il proprio manifesto come abusivo, poiché affisso fuori posto. In questo caso, però, si può chiamare in causa la attenuante generica del disorientamento per il troppo spazio libero, piuttosto che ipotizzare furbate. Di certo, va in archivio la campagna elettorale dal clima più freddo di sempre. Reale e metaforico.













