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Passaggio a livello, De Toma (Fi): «Stiamo pagando mutuo e progettisti, il sottovia resti veicolare e pedonale»

«L'iter progettuale è da tempo avviato: cambiarlo in corsa sarebbe un danno per il quartiere e la città, oltre che economico per le casse del Comune». Tran questioni tecniche, e di opportunità, Pasquale De Toma, capogruppo di Forza Italia al consiglio comunale, si esprime decisamente a favore della conferma del sottovia, veicolare e pedonale, in vista della soppressione del passaggio a livello tra via De Robertis e via Sant'Annibale Maria Di Francia.

La posizione emerge proprio a poche ore dal forum cittadino che si terrà oggi pomeriggio, alle 17, presso Villa Guastamacchia, indetto dall'amministrazione comunale e dal comitato di quartiere Stadio, e che si preannuncia particolarmente ricco di spunti e contrapposizioni tra i fautori di uno snello ridimensionamento dell'opera, per favorire i soli pedoni pur di realizzarlo subito contenendo i costi, e i difensori dell'integrità iniziale del progetto, a vantaggio anche della circolazione automobilistica.

Ebbene, fra i secondi, De Toma richiama innanzi tutto circostanze storiche: «Dopo un iter frastagliato di difficoltà, in primis il muro di villa Bini, nel dicembre 2013 si trovò una soluzione di compromesso con la Soprintendenza, che prevedeva la sua anamnesi. La giunta approvò il progetto definitivo dello spostamento dei sotto servizi e, di conseguenza, il consiglio deliberò l’accensione di un mutuo di un milione e mezzo di euro per l'intervento, in vista della realizzazione di un sottopasso veicolare e pedonale».

Negli anni 2014 e 2015, a seguito di modifiche normative sugli attraversamenti e prescrizioni dei vari gestori dei servizi, i tecnici rividero il progetto definitivo per lo spostamento dei sottoservizi, approvato da tutte le parti. «A questo punto - afferma De Toma -, ci si aspettava che il Comune chiedesse ai progettisti un aggiornamento del computo metrico, per calcolare eventuali maggiori o minori costi. Invece, non richiede nulla e dichiara che i costi per tali lavori sarebbero raddoppiati, evitando di chiarire su quali basi siano state rese tali dichiarazioni».

De Toma lamenta il fatto che, «oggi stiamo pagando un mutuo, abbiamo speso 80.000 euro di progettazione, ma si sia optato per altri progetti e, magari, altri progettisti. A febbraio 2018, infatti, l’amministrazione presenta una nuova “idea di progetto”: la creazione di due sottopassi pedonali e l’acquisizione dell’area ex scalo merci ferroviario, per una sua sistemazione complessiva. Tale idea - fa notare - non pare però supportata da un adeguato studio di fattibilità tecnica ed economica. Sicuramente dovrà essere firmata una nuova convenzione con Rfi, e questo comporterà un’altra, enorme perdita di tempo».

I timori di De Toma sono duplici: «Gran criticità dal punto di vista dell’igiene e sicurezza, come nel caso di sottopassi unicamente pedonali; oltre cento posti di lavoro a rischio per le ripercussioni negative sulle attività commerciali presenti al di là della ferrovia. Per una situazione analoga, di cambio di ipotesi progettuale, ci troviamo un parcheggio interrato, sotto la stazione, inutilizzabile da venticinque anni».

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