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Sosta a pagamento con le «app»: dopo un anno Easy park rileva Sostafacile, ma si dimentica di Trani. Il punto

Il ventaglio delle opportunità di pagare la sosta con le applicazioni a Trani si è ridotto a due gestori e mezzo. Infatti, è venuto meno il servizio di Sostafacile, che era stato il primo a partire esattamente un anno fa, 12 giugno 2017, poiché, come ha comunicato la società della Brav servizi a tutti i suoi clienti, la piattaforma non è più disponibile.

Gli utenti Sostafacile hanno potuto avviare la procedura di recesso e rimborso, secondo una procedura online, ed il rimborso effettivamente è già avvenuto.

Nel frattempo, Sostafacile è stata assorbita da un altro gestore di servizi a pagamento, EasyPark, ma quest'ultimo non ha ancora firmato il contratto con Amet, concessionario del servizio per la città di Trani. In molti, quindi, hanno scaricato Easy park, fatto la ricarica ma non hanno trovato Trani: dovranno attendere la firma del contratto, che dovrebbe avvenire a fine mese.

Quali, allora, le alternative sulla piazza? Allo stato ve ne sono due disponibili per tutti, vale a dire Mycicero e Tabnet. Rispetto a Sostafacile, sia Mycicero, sia Tabnet, hanno un vantaggio nella misura in cui la ricarica minima da effettuarsi è di 5 euro. Mycicero si distingue per la maggiore disponibilità di pagamenti alternativi, come Paypal e Postepay, mentre Tabnet si fonda esclusivamente sull'utilizzo di carte di credito, conti correnti bancari e, eventualmente, rivendite che, peraltro, non sono indicate con riferimento a Trani. Il terzo servizio in rete, Pyng di Telepass, è utilizzabile solo dai clienti Telepass.

Amet era partita con un ventaglio, almeno sulla carta, di sette applicazioni, tutte contemporaneamente disponibili, per il servizio della sosta a pagamento. In realtà lo scenario si sarebbe complicato non poco dopo la presentazione del servizio stesso: Sostafacile sarebbe rimasto a lungo da solo, poi si sarebbe affiancato Pyng e, solo a distanza di alcuni mesi, sarebbero arrivati Mycicero e Tabnet.

In altre parole, una platea pressoché dimezzata rispetto a quella pianificata in partenza e, soprattutto, ancora poco pubblicizzata. Infatti, non ci sono cartelli da alcuna parte che indichino l'opportunità di effettuare il pagamento della sosta tramite applicazioni. Di conseguenza, l'automobilista che non conosca questa opportunità deve ricercare necessariamente i grattini presso le rivendite autorizzate, oppure, se è fortunato acquistarli dagli ausiliari della sosta che dovessero passare dalle sue parti.

Mancano totalmente, invece, i parcometri, che pure sono il perno centrale del sistema della sosta a pagamento ma che a Trani, inspiegabilmente, continuano a mancare. La città, paradossalmente, è abbastanza avanti su fronte del pagamento con smartphone, ma ancora non trova il modo di collocare i parcometri.

Al centro di tutto vi è l'eterno dilemma fra l'opportunità di acquistarli o noleggiarli, mentre il Comune, a sua volta, non decide in maniera definitiva se continuare ad affidare il servizio ad Amet, oppure emanare una procedura ad evidenza pubblica per individuare un privato che gestisca non soltanto la sosta a pagamento, ma, con un progetto di finanza a lungo termine, rimetta in sesto il parcheggio interrato di piazza XX Settembre, realizzato venticinque anni fa e mai utilizzato.

Di certo, nell'attesa di decisioni che da troppi anni slittano, oggi gli utenti continuano a fare fatica, tra grattini spesso introvabili, abusivi che si infilano ovunque (anche estorcendo denaro a chi parcheggia sulle strisce blu) e, adesso, applicazioni sulle quali ci si aspetta di trovare Trani e, invece, Trani non c'è.

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