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Processo agli estorsori, a Trani chiesti oltre 6 anni di reclusione per Presta e Regano

Il sostituto procuratore della Repubblica presso la Direzione distrettuale antimafia, Giuseppe Maralfa, ha chiesto una condanna di 6 anni e 3 mesi di reclusione, per Armando Presta, e 6 anni e 8 mesi, per Michele Regano.

Le richieste sono arrivate nel corso del rito abbreviato in corso di svolgimento a Trani, in merito alle estorsioni tentate e/o consumate dai due imputati nell'ambito del procedimento che riguarda il sodalizio capeggiato da pluripregiudicato Vito Corda.

Le posizioni di Presta e Regano erano state stralciate dal rito abbreviato, in corso di svolgimento a Bari per altri sette imputati, ed oggi il pubblico ministero, che è lo stesso del giudizio in corso nel capoluogo, ha pronunciato la prevista requisitoria.

Nell'udienza, a quel punto, c'è stato tempo per il solo difensore di Presta, Giangregorio De Pascalis, che ha chiesto l'assoluzione per il suo assistito per non avere commesso il fatto.

I difensori di Michele Regano, Claudio Papagno e Francesco Di Marzio, lo faranno nell'udienza fissata il prossimo 18 settembre, chiedendo anche per il loro assistito l'assoluzione soprattutto in considerazione del fatto, che per il venire meno delle esigenze cautelari, Regano da qualche giorno è libero.

Al tribunale di Trani prosegue anche, separatamente, il giudizio ordinario per un altro dei componenti la banda degli estorsori, Domenico Pignataro. A Bari, invece, già fissate le prossime date dopo il secondo pentimento, quello di Pasquale Pignataro, che ha parlato nei giorni scorsi.


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