Ospitare bambini con disagio in strutture protette costa al Comune di Trani non meno di 300.000 euro l'anno. È quanto si evince dal provvedimento con cui il dirigente della Prima Area, Leonardo Cuocci Martorano, ha assunto l'impegno di spesa per il ricovero di minori in difficoltà presso comunità educative per il trimestre da gennaio a marzo 2018: la spesa è di 78.500 che, moltiplicata per gli altri tre trimestri, diventa 312.000 euro.
Il numero degli ospiti è fluttuante e può, nel corso dei mesi successivi aumentare o diminuire, ma dalla media di dieci minori non ci si è mai discostati e, pertanto, la spesa annuale può ragionevolmente stimarsi, appunto, in 300mila euro.
Il provvedimento in questione riguarda 11 persone, di cui 5 presso l'istituto Figlie del Divino Zelo (34.000 euro), 2 presso la cooperativa sociale Libellula (14.500), altre 2 presso la onlus L''individuo (15.000) una a testa presso Orizzonti e Mettere le ali (7.500 per ciascuno.
Per tutti, il dirigente ha preso atto dei provvedimenti del Tribunale dei minorenni, che ha disposto che minori e minori con genitori in difficoltà siano collocati presso comunità educative su richiesta degli assistenti sociali professionali del Comune di Trani.
Fra questi non rientrano i minori dal nucleo familiare che, da febbraio 2017, occupa una porzione dell'unità immobiliare denominata «Casa natale di Giovanni Bovio»: il mancato affidamento a comunità di quei cinque ragazzi ne rende pressoché impossibile lo sgombero, che pure è stato più volte ordinato dal Dirigente del settore patrimonio.
