«Quello che si sta facendo al Tribunale di Trani, con fatica ma profitto, è la conseguenza di un progetto che stiamo perseguendo tutti insieme, una sinergia fra istituzioni intorno ad un obiettivo condiviso». Così il presidente degli Uffici giudiziari tranesi, Antonio De luce, analizzando lo stato dell'arte del circondario, con particolare riferimento all'edilizia giudiziaria.
«Il programma che stiamo portando avanti è molto chiaro - spiega il presidente -: recuperare alla massima funzionalità tutti i palazzi pubblici in cui già stiamo già amministrando la giustizia; riprendere e completare il restauro di Palazzo Carcano, per ottenere gli spazi che tuttora ci mancano; abbattere i costi eliminando i fitti passivi; evitare, di conseguenza, altro cemento valorizzando piuttosto l'esistente».
Infatti, un altro empio virtuoso di come si stia procedendo nell'amministrazione della giustizia a Trani è il progetto del Tribunale di uscire, quanto prima, dagli immobili non di proprietà del Comune: il riferimento è a Palazzo Nigretti, sede della Sezione lavoro, e Palazzo Montegrappa, sede dell'Ufficio notifiche e protesti. «E questa è un'altra carta vincente che ha convinto il Ministero a puntare su Trani - afferma il sindaco, Amedeo Bottaro -, perché la proposta stuzzicava il ministero a risparmiare, dismettendo proprietà private a beneficio di pubbliche ».
E potrebbe tornare in auge, all'occorrenza, pure l'ex scuola De Bello, nella omonima via alla periferia nord di Trani: «Se nell'attesa di Palazzo Carcano dovesse prospettarsi un'emergenza di spazi - fa sapere Bottaro -, ho dato la mia disponibilità al presidente del Tribunale per l'utilizzo di quell'immobile. Servirebbero dei lavori, ma i fondi li avremmo dalla devoluzione del mutuo concesso per Palazzo Carcano, poiché la destinazione sarebbe sempre per uffici giudiziari. Ne stiamo valutando la fattibilità con Cassa depositi e prestiti».



