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Auto e moto di servizio abbandonate in garage, Barresi: «Il Comune di Trani le ceda ad Amet e non regali la sosta a pagamento ai privati»

Parcometri ed ausiliari del traffico? Ecco spuntare una bella parola anglosassone che tanto piace: si fa un project financiing sui parcheggi, come se già non ne  avessimo abbastanza di privati (vedi cimitero dove alcune cose ancora oggi non quadrano, e qualcuno si sta vendendo la fontana di Trevi, come nel film di Totò non essendone proprietario).

Osservando solo i bilanci di Amet spa degli ultimi tre anni, si evidenzia che l’incremento delle entrate cresce ogni anno , da 282.000 euri a 332.000 nel 2016 e per finire a 400 mila nel 2017, quindi mi domando perché volutamente ci si lamenta del servizio e si scaricano le colpe sui poveri ausiliari del traffico.

E perché non si interviene nella zona porto- cattedrale e villa comunale sui parcheggiatori abusivi che prolificano come funghi e tolgono risorse finanziarie al Comune? Eppure, le soluzioni al sindaco le abbiamo fornite sin  dal lontano 21 maggio 2017 con Pec.

Devo forse pensare che ci sia la volontà di far intendere che il servizio non sia proficuo ed è per questo più facile esportarlo nelle mani del privato? A questo proposito mi domando: il privato ridurrà la quota di offerta dell’aggio da rilasciare all’Ente?

In Amet spa la famosa gara dei parcometri si era fermata e non capiamo bene per quale volontà. Certamente il sindaco, a luglio 2017 aveva, in qualità di socio unico, espresso la sua ferma volontà, dopo che al Comune una ditta presentò una formale proposta inerente il piano parcheggi, attraverso la formula del progetto di finanza. Il tutto fu sollecitato ad Amet con la chiara indicazione di procedere in tale direzione, agendo in tempi brevi (si aveva fretta), affinché il progetto fosse elaborato entro il 30/7/2017.

La cosa che ci ha poi lasciati basiti, sono state le chiare affermazioni del sindaco in consiglio comunale (27 aprile 2018), quando dichiara che «i parcometri non risolvono, comunque il problema parcheggi».

Alla luce di ciò sembra evidente, e mi riallaccio alla recente nota della Rsa degli ausiliari al traffico, sposando in pieno la loro considerazione, che forse qualcuno ha deciso chiaramente di dismettere il servizio e affidare il tutto ai privati.

Eppure lo comprenderebbe anche il più profano amministratore delegato di qualsiasi azienda che, se il servizio ausiliari fosse debitamente incrementato con mezzi e logistica, porterebbe grandi numeri nelle casse di Amet spa: quest’anno l’utile è stato, al netto di costi che non dovevano gravare su quel servizio, pari a circa 32.000 euro.

Un servizio che viene oggi svolto, alla meno peggio, grazie, e dico grazie, al sacrificio delle unità degli ausiliari al traffico.

È semplice imbattersi, girando per le proprietà comunali, nell’incuria e trascuratezza del proprio patrimonio mobiliare: ebbene il comune detiene, in completo stato di abbandono, due auto (di cui una elettrica) ed un motorino che possono, in meno di uno schiocco di dita, divenire  con pochi soldi efficienti ed essere utilizzati da Amet spa, garantendoli successivamente agli ausiliari del traffico.

Tali mezzi permetterebbero agli stessi di raggiungere in un battibaleno zone non coperte per i controlli dei parcheggi, quindi con più soldi nelle casse Amet: perché non si è pensato a questa soluzione? Alla luce di ciò, quindi, risulta più semplice non fare nulla per risolvere il problema.

Resta un interrogativo: chi non vuole i parcometri?  Chi vuole portare questo servizio, economicamente molto vantaggioso per Amet spa, per forza di cose nelle mani di un privato?

Per le risposte, consiglio ai cittadini di osservare attentamente l’andamento di ciò che accadrà in Amet spa fino alla fine dell’anno e poi il quadro sarà molto, ma molto più ben delineato a chi andava a genio.

Anna Barresi (consigliere comunale)


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