'Chi ha paura dell'intelligenza artificiale?’; è il titolo del confronto a due voci sulle paure legate alle tecnologie moderne e, soprattutto, sulle opportunità che stanno offrendo per migliorare le nostre vite. L'incontro, organizzato nell'ambito dei Dialoghi di Trani, ha visto protagonisti 'Gianni Sebastiano, direttore pianificazione strategica di Exprivia e Simona Argentieri, medico psicanalista.
“Con l’avvento dei big data e di dispositivi elettronici sempre più veloci – ha ricordato Gianni Sebastiano – si torna a parlare, a distanza di 40 anni, di Intelligenza Artificiale. Robot, droni, automobili autonome, sistemi di riconoscimento vocale, assistenti virtuali o software di traduzione simultanea non sono più fantascienza, ma concreta realtà. Chi teme questa tecnologia non può negare i miglioramenti nella vita quotidiana, dagli interventi di microchirurgia a distanza fino alle previsioni sullo sviluppo delle malattie croniche e sui mutamenti climatici. In verità, l’intelligenza artificiale non farà altro che automatizzare alcune azioni o processi decisionali svolti oggi dall’uomo, talvolta in modo ripetitivo, ponendo le condizioni per creare nuove attività lavorative con un maggiore valore aggiunto. E’ evidente che non ci si può opporre al progresso tecnologico, ma ritengo che mai la tecnologia potrà sostituire l’uomo, in quanto dotato di un’ intelligenza complessa, fatta di consapevolezze ed emozioni insostituibili e non riproducibili dall’intelligenza delle macchine”.



