A distanza di dieci anni, in via Falcone è l'anno zero. Era febbraio 2008 quando fu approvato il bando triennale, cosiddetto "global service", da 785mila euro, che avrebbe posto il soggetto vincitore dell'avviso pubblico nella condizione di porre mano al rifacimento di sedi stradali e interfacciarsi con i cittadini anche attraverso l'istituzione di un call center.
Via Falcone fu l'unico intervento significativo di quella operazione, che ben presto mostrò tutti i suoi limiti sia con riferimento al servizio call center, che lasciò molto a desiderare, sia soprattutto per quanto riguarda la tenuta delle opere realizzate: sullo stradone, ben presto, affiorarono buche qua e là.
La situazione è andata peggiorando con il passare degli anni ed oggi, nel decennio di quel progetto di cui a malapena si ricordano denominazione e aggiudicatario (l'impresa Manna, di Barletta), sono ben quattro i punti di via Falcone con buche delimitate da transenne, poiché possono determinare pericoli per la circolazione automobilistica.
I luoghi più pericolosi sono l'incrocio con via Bachelet e, soprattutto, la curva nei pressi del sottovia pedonale di via Verdi: qui, chi procede verso il palazzetto dello sport è obbligato a portarsi verso il centro strada, valicando la doppia striscia continua mentre le auto sopraggiungono dalla corsia opposta a velocità anche sostenute, poiché in quel punto inizia la discesa verso via Istria.
Il perdurare di condizioni climatiche avverse non permette di colmare quei tratti con sacchi di asfalto utili almeno a tamponare l'emergenza, ma il problema resta strutturale: via Falcone e Borsellino andrebbero rifatte completamente, ma i fondi restano sempre minimi.
Ed anche l'ultimo appalto dell'amministrazione comunale in carica, aggiudicato all'impresa Pama, di Barletta, sembra sia svanito quasi nel nulla: pochi i lavori realizzati e, per il resto, si va avanti a colpi di colmature periodiche e transenne perenni.
