«La discarica di Trani tecnicamente può riaprire», Così l'ingegner Michele Zecchillo (ieri, nell'intervista in Appuntamento con Trani), che la progettò all'inizio degli anni '90 e che in Amiu ha lavorato fino al 2015, l'anno in cui Alessandro Guadagnuolo, Amministratore unico dimissionario, gli diede il benservito licenziandolo.
Rapporti subito compromessi fra i due, eppure, paradossalmente entrambi la pensano allo stesso modo: l'impianto di Contrada puro vecchio è in una condizione tale che sarebbe più agevole rimetterlo in esercizio, piuttosto che chiuderlo nello stato in cui si trova.
Zecchillo, all'indomani delle dimissioni del collega Guadagnolo, si limita ad affermare «che l'Amministratore unico ha sbagliato nel ritenere di poter condurre l'azienda da solo, rinunciando a fare a meno del contributo che avrei continuato a portare per il bene della discarica e della nostra ex municipalizzata. Non si era mai visto un amministratore che avocasse a sé anche l'organo tecnico, e questo purtroppo ha inciso sui tempi con cui si sta procedendo alla messa in sicurezza della discarica: sono passati quattro lunghi anni, ma sicuramente si sarebbe potuto intervenire molto più velocemente».
Zecchillo è imputato, insieme con altri, per disastro ambientale nel procedimento penale sulla chiusura della discarica avvenuta il 5 settembre 2014, a causa della dispersione di percolato in falda dal pozzo P6v, situato a valle dell'impianto. Nell'attesa di quanto accerterà la magistratura, lui continua a negare ogni addebito: «La discarica è stata costruita come del tutto sicura, e tale è tuttora. Che ci sia stato un problema in quel pozzo è fuori di dubbio e fui io stesso a segnalarlo, ma di disastro ambientale non possiamo parlare, poiché posso dimostrare che l'inquinamento è avvenuto all'interno dell'area di discarica e non all'esterno. E questo - precisa - grazie al fatto che la stessa è stata munita di uno spessore di argilla superiore a quanto previsto per legge. La discarica ha tenuto, e lo dimostra il fatto che, oggi, i livelli dei metalli presenti nel pozzo P6v sono totalmente rientrati».
Eppure il sindaco, Amedeo Bottaro ha emanato un'ordinanza di chiusura definitiva dell'impianto, senza se e senza ma. Su questo, però, Zecchillo eccepisce: «Ho casualmente incontrato Bottaro mentre passeggiavo con mia moglie e, in presenza di altri testimoni, mi ha detto che potrebbe anche cambiare idea e riaprire la discarica, se vi fossero le condizioni per farlo. Io posso solo ribadire - aggiunge - che la discarica è sicura, che la copertura dei primi due lotti è stata fatta da Guadagnuolo grazie ad un progetto del sottoscritto, finanziato dalla Regione, e che sarebbe più opportuno riattivare il terzo, piuttosto che chiuderlo. La discarica di Trani - conclude - fu una felice intuizione per anteporre gli interessi pubblici a quelli delle ecomafie, è stata unanimemente indicata come un fiore all'occhiello dell'intero Mezzogiorno, ha sempre prodotto utili e, soprattutto, ha un fondo post mortem che mette il territorio e l'ambiente al riparo da qualsiasi sorpresa, quando avrà davvero cessato di esistere».

