«Piazza Gradenigo è sempre stata un punto di accoglienza nella storia della città, e tale deve restare, sebbene abbia anche bisogno di un luogo attrattore che, oggi, non c'è». Ad affermarlo l'architetto Francesca Onesti, presentando un suo studio storico sul ruolo di piazza Gradenigo, cerniera tra città antica e borgo ottocentesco.
La professionista, intervenuta nel corso del forum cittadino dei giorni scorsi, in biblioteca comunale, ha ricostruito la storia della piazza partendo dall'inconfutabile dato storico per cui «quello era un punto di accoglienza fra le vie vecchie provenienti da Corato, Andria e Barletta e, come tale, ha sempre rappresentato un luogo di scambio di merci e aggregazione di persone».
Nel corso della storia tale riconoscimento veniva ufficializzato nel primo Piano regolatore generale della città, approvato nel 1847 sotto l'egida del Barone Bianchi, e nel quale si inquadrarono, come luoghi di accoglienza, le due piazze situate ai confini del borgo ottocentesco, vale a dire della Repubblica e Gradenigo, detta all'epoca "largo Ospedale", perché nell'ex convento agostiniano aveva sede il nosocomio cittadino. Tale previsione fu confermata nei due successivi piani regolatori del 1888 e 1929.
Il forte valore storico della piazza è legato, anche, al fatto che, al di sotto della pavimentazione, è molto prevedibile vi siano numerose grotte ipogee, sulle quali poi sarebbero intervenute successive stratificazioni. L'architetto Nesti lo ipotizza, con sufficiente cognizione di causa, in considerazione del fatto che proprio lei è stata la progettista del restauro della vicina chiesa di Santa Chiara, al di sotto della cui pavimentazione, oggi, è visitabile un ampio ipogeo scoperto durante i lavori.
Dunque, tenendo conto del fatto che, su quel sito, non si potrà facilmente scavare, né tantomeno realizzare interventi strutturali di una particolare complessità, «a maggior ragione la piazza va inquadrata come luogo di accoglienza in prospettiva turistica - afferma Onesti -, nella speranza che, nel frattempo, anche l'ex ospedale (oggi in stato di abbandono ed ancora al centro di un tira e molla sulla proprietà fra Comune di Trani ed Asl Bt) trovi finalmente una nuova vocazione e ad essere il grande attrattore che era.

