Siamo nel periodo della Controriforma. È la notte di San Giovanni, e a Roma tutti rispettano la tradizione di festeggiare con una cena a base di lumache. Tutte le persone che durante l’anno hanno avuto tra loro dei litigi, fanno pace nella notte di San Giovanni mangiando lumache condite che, simbolo della discordia, vengono immesse nello stomaco per far dimenticare il passato rancore.
È questa l’ambientazione del “La santa sulla scopa”, spettacolo teatrale scritto da Luigi Magni nel 1968 e andato in scena in due serate sul palco del circolo del cinema Dino Risi di Trani, a cura della compagnia “Teatro le sedie”, di Roma.
Silvestra, una presunta strega, condannata al rogo, incontra una santa, Santa Apollonia, che è lì ad assisterla. Ha inizio un confronto tra loro, con un dialogo serrato, e l’iniziale diffidenza, tra battibecchi e inganni, si trasformerà in un’inaspettata solidarietà tra due donne così diverse. Le attrici portano in scena due mondi agli antipodi, due interpretazioni delle pulsioni umane e dei desideri, tra carnalità e sublimazione, in uno straordinario duello in romanesco. «Questo mondo si accorge di noi solo quando ne ha paura e o ci manda al patibolo?» si chiede Silvestra.
Luigi Magni, ricordato principalmente come regista (suoi “Nel nome del Signore”, “In nome del papa re”, “Secondo Ponzio Pilato”), fu anche uno scrittore e sceneggiatore. Si definiva «cristiano da 20 secoli», eppure nei suoi lavori, sia quelli cinematografici come “State buoni se potete”, sia quelli teatrali come appunto “La santa sulla scopa”, si legge una forte connotazione laica.
Lo ha ricordato il regista Andrea Pergolari: «Magni era un grande storico e filologo, essenzialmente scrittore e sceneggiatore. Nei suoi testi, sdrammatizzava le cose, arrivandovi a fondo. Ne "La santa sulla scopa", c’è tutto Magni: il rapporto con la Chiesa, i temi dell’amore, della morte (da cui era ossessionato), ma anche la forte connotazione umoristica».
Ne “La santa sulla scopa” hanno recitato: Gioia Montanari, Valentina Conti e Carlotta Guido; musiche di Giovanni Bocci; scene e costumi Erika Cellini; aiuto regia e coreografie Carlotta Guido; regia Andrea Pergolari.













