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Fogna bianca, Trani non ha partecipato al bando regionale. Cna Bat: «Subito i progetti esecutivi»

Nello scorso mese di ottobre la Regione Puglia, con atto dirigenziale n°492 del 9 ottobre, ha pubblicato la graduatoria provvisoria di ammissione a finanziamento per il rifacimento delle reti di fogna bianca nei comuni pugliesi.

Le proposte dei Comuni ammesse a finanziamento, su una dotazione di 30 milioni di euro, sono state 28, quelle ammissibili ma non finanziabili (per esaurimento fondi) sono state 122 e quelle non ammesse 4.

Purtroppo – a differenza del Comune di Bisceglie che ha ottenuto un finanziamento di 1.500.000 euro - il Comune di Trani non risulta né tra quelle ammesse, né tra quelle non ammesse.

In buona sostanza il Comune di Trani non ha partecipato al bando regionale.

Per quale motivo?

Molto probabilmente, riteniamo, anche perché  il Comune di Trani non aveva pronti i progetti esecutivi di adeguamento per la gestione delle acque pluviali nei centri abitati, necessari per poter partecipare al bando.

Eppure è a tutti nota la criticità della rete fognaria bianca comunale, e l’urgenza di ridurre il carico idraulico, il fenomeno dei continui allagamenti e l’inquinamento del mare.

Secondo le informazioni in nostro possesso,  tutti i 10 recapiti finali della fogna bianca presenti nel territorio del Comune di Trani, di cui tre nel porto, due sul lungomare in prossimità della Villa comunale, uno in prossimità del Castello, uno alle spalle del Cimitero, uno in via Finanzieri, uno sul lungomare vicino alla Sciala ed uno a Colonna sulla spiaggia libera nei pressi dello stabilimento balneare dei “Militari”, scaricano direttamente a mare le acque meteoriche, senza alcun trattamento, in quanto privi dei prescritti impianti di prima pioggia, in evidente violazione delle vigenti disposizioni legislative.

Il Dlgs. 152/2006 e il Regolamento della Regione Puglia n.26 /2013  prevedono, infatti, l’obbligo di raccogliere le acque meteoriche e le stesse prima del loro smaltimento, con regolare autorizzazione allo scarico, devono essere sottoposte a trattamenti di grigliatura, dissabbiatura e disoleazione tramite la realizzazione di idonei impianti di prima pioggia.

Adempimento che le nostre aziende associate conoscono bene, atteso che hanno singolarmente speso circa 25.000 euro per realizzare i suddetti impianti di trattamento.

Se alla criticità della rete fognaria bianca aggiungiamo anche quella relativa alla rete fognaria nera, il quadro è fortemente preoccupante.

Ci sono molte zone industriali ed artigianali del territorio comunale prive della condotta di pubblica fognatura nera (Zona  di Via Papa Giovanni XXII, Via Skanderberg, Spirito Santo, 61 Strada a denominarsi, Zona di Via Barletta e Via Curatoio, Zona di Via Andria), costringendo le imprese presenti, che hanno versato da molti anni gli oneri di urbanizzazione,  ad avvalersi ancora delle vasche Imhoff,  ormai obsolete.

È necessario, pertanto, che il Comune di Trani  provveda con la massima urgenza a predisporre i progetti esecutivi per l’ampliamento e completamento della rete fognaria bianca e nera in modo da essere pronti ad intercettare le risorse finanziare che sicuramente, prevediamo, saranno messe a disposizione dei comuni tramite futuri avvisi pubblici regionali, nazionali o europei.

Ribadiamo ancora una volta che le nostre imprese abitano nel territorio lavorano ed investono, hanno bisogno di uno spazio più competitivo, più relazionale con una migliore qualità delle infrastrutture.

Bisogna sostenere chi produce sviluppo e crea occupazione. Abbiamo la fortuna di avere nel nostro territorio delle aziende importanti, delle eccellenze che esportano in tutto il mondo.

Non possono continuare ad operare in una zona industriale ed artigianale che nel 2018 è ancora priva di una rete fognaria pubblica.

Rivolgiamo un appello ai consiglieri comunali  che, come più volte ribadito, sono i veri amministratori, affinché si dia massima priorità alla realizzazione di una rete pubblica di fogna bianca e nera in tutto il territorio comunale, venendo incontro alle imprese e soprattutto  salvaguardando l’ambiente e la salute dei cittadini.

Il Presidente Cna Bat – Michele De Marinis

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