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Consiglio comunale, l'immobile di via Corte canina non sarà acquisito al patrimonio immobiliare del Comune di Trani

Secondo punto all’ordine del giorno, il rinnovo della convenzione per la gestione associata del servizio finanziario tra il Comune di Trani e il Comune di Barletta. La figura apicale dell’area finanziaria è Michelangelo Nigro.

Cinquepalmi. «La convenzione non indica le spese, la necessità di avere un dirigente di ragioneria a tempo pieno è dettata dai numerosi inadempimenti. Quell’ufficio ancora non riesce: a fare la riconciliazione con le partecipate, cioè verificare se effettivamente le somme che le partecipate ci chiedono sono congrue o no; a pagare le bollette della Hera comm (abbiamo pagato interessi di mora pari a 39.000 euro); a fare altri adempimenti fiscali. Serve un dirigente a tempo pieno e più attento alle spese di questo Comune».

Provvedimento approvato.

Punto 3, Decreto del Ministero dell’Interno del 21/12/2018, contenente aggiornamento compenso Collegio dei Revisori dei Conti. Adeguamento. Lignola. «Con questo provvedimento prendiamo atto di questo decreto e quindi proponiamo l’adeguamento del compenso alle nuove tariffe».

Barresi. «L’altra volta avevamo fatto bene a rifiutare l’aumento del compenso, perché c’è stato questo decreto».

Laurora. «Chiedo all’assessore: ha detto “prendiamo atto che c’è questa legge che aumenta i minimi tabellari”; prendiamo atto oppure stasera deliberiamo l’aumento dei compensi quindi anche le indennità accessorie al collegio? La finalità, in questo secondo caso, quale sarebbe? Avere una loro presenza al Comune? Se devo riconoscere le indennità accessorie e vado a gravare il bilancio comunale, il collegio deve sapere che nel momento in cui si iscrivono all’albo, sa quali sono i minimi tabellari e che non avrà l’incarico a casa loro ma può andare a una certa distanza a lavorare. Dovrebbero stare in consiglio comunale, ma con le pec i documenti possono essere inviati anche per via telematica quindi non dobbiamo poterli avere qui, la loro disponibilità ce la devono dare in ogni caso».

De Laurentis ha chiesto di ritirare la proposta per dei dubbi interpretativi. Il provvedimento è stato ritirato dall’assessore Lignola, come anche da richiesta del segretario generale.

Al punto numero 4 il programma prevede la richiesta di attribuzione, a titolo non oneroso, di un immobile posto in via Corte canina. L'immobile era stato già oggetto di lavori di messa in sicurezza in danno della multiproprietà, che evidentemente appare disinteressata a farsi carico della ristrutturazione e disponibile a cedere l'intero fabbricato al comune.

Il capogruppo del Pd, De Laurentis, ha richiesto una sospensione di 10 minuti perché il provvedimento è arrivato «troppo tardi e abbiamo bisogno di approfondire». Per la minoranza, contrario alla sospensione Lima e favorevole C. Laurora. Quest’ultimo, ha richiesto che comunque il provvedimento, dopo la sospensione, fosse oggetto di voto. La seduta è stata sospesa per 10 minuti ed è ricominciata intorno alle 19.30.

Lima. «Quest’immobile è in pessime condizioni, è una struttura che necessita un bell’investimento. Siccome ci sono anche dei precedenti (palazzo Carcano, per cui le amministrazioni hanno speso tanti soldi e poi quest’amministrazione l’ha ceduta gratis allo Stato), vorrei evitare ci fosse lo stesso problema. Non vorrei che un domani i proprietari degli immobili adiacenti potessero chiedere di mettere mani alla sicurezza dell’immobile».

Laurora. «Questo provvedimento fu portato in consiglio dall’amministrazione Riserbato, io ero all’opposizione. Mi aspettavo di trovare una relazione aggiornata sulla situazione dell’immobile, invece trovo atti del 2014. Quali sono i benefici di acquisizione di questo immobile? Io esprimerò voto contrario».

Procacci. «Le spese di trasferimento sono a carico del Comune, quindi c’è già una prima spesa. Non c’è una relazione tecnica per capire quanto costa questo fabbricato».

Di Lernia. «Non è un affare vantaggioso per la collettività. Il mio voto sarà contrario».

Lops. «Questo bene si trova nel cuore del centro storico di Trani quindi anche se il Comune volesse metterlo in sicurezza non sarebbe così scandaloso. Si potrebbe pensare di metterci un presidio delle forze dell’ordine, visto che la zona è pericolosa».

Barresi. «Ho le stesse perplessità degli altri. Il provvedimento andrebbe ritirato perché dovrebbe esserci un minimo impegno di spesa, un calcolo di costi e benefici».

C. Laurora. «Mi sembra più una disputa interna alla maggioranza».

Ventura. «Questo provvedimento è stato portato come un atto dovuto per completare un iter. Per la collocazione, per l’importanza e il prestigio della zona, è comunque un valore per il patrimonio del Comune, ma mancano delle valutazioni che andavano fatte. Non c’è un orientamento della maggioranza e non c’è un orientamento certo dell’amministrazione. La scelta di portare il provvedimento in consiglio comunale è dettata dall’evitare che decida da sola l’amministrazione. Per questo abbiamo chiesto la sospensione. L’immobile potrebbe essere messo in vendita o usato per funzioni in favore della collettività».

De Laurentis. «Ero del parere che il provvedimento andasse rinviato perché l’amministrazione non era convinta e l’ha rimessa nelle mani del consiglio, ma l’amministrazione non può decidere con coscienza e cognizione. Non abbiamo la possibilità di fare apprezzamenti del valore immobiliare, non ci è dato sapere a quanto ammonta il ripristino. Dobbiamo valutare i costi e i benefici: quanto costa sistemarlo, quanto ci guadagniamo dalla vendita».

Amoruso. «Questo voto non deve essere strumentalizzato, è un voto semplicemente su un atto di carattere patrimoniale. Lo stato dell’immobile non è attrattivo, la location sì, questi parametri andrebbero posti sullo stesso piano. Ho difficoltà ad esprimere un parere perché servirebbe una relazione tecnica».

Avantario. «Quel palazzo ha un valore storico sociale importante, si trova nel centro storico chissà per quanti anni rimarrà così: bisogna far acquisire l’immobile al Comune non perché siamo immobiliaristi ma perché altrimenti resterebbe chissà per quanti anni così. Approverei il provvedimento, seppur con fatica perché manca la relazione tecnica».

Cinquepalmi. «Ci sono tanti altri immobili che sono fatiscenti, stiamo valutando senza considerare i benefici, i costi. La legge dice che è necessaria la relazione del rup perché dichiari la necessità di acquisire questo bene. Non si possono fare sempre cambiamenti all’ultimo momento».

Assessore Lignola. «Ricordo che il 16 gennaio 2019 il Demanio ha scritto al Comune dicendo che l’Ente deve dare la delibera di acquisizione entro il 30 gennaio. Decorso questo termine, l’immobile sarà di proprietà dello Stato. C’è la massima libertà perché non portare la determina era una scelta, invece noi abbiamo voluto porre la questione al consiglio tutto perché c’era un termine al quale dovevamo dare una risposta».

Briguglio. «Acquisire un patrimonio in più per la città, a costo zero: non posso che votare sì».

De Laurentis. «Acquisendo questo immobile creeremo un danno perché gli interventi sarebbero a carico nostro e i confinanti potrebbero rivalersi all’Ente. È un rischio, visto l'attuale stato dei luoghi».

Il provvedimento è stato respinto: 10 contrari, 7 favorevoli, 6 astenuti.

Da qui in avanti, è stata votata una serie di debiti fuori bilancio.

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