Ennesima bonifica effettuata per Villa Bini su indirizzo dell'assessore all'ambiente, Michele di Gregorio, e dopo sopralluogo del collega ai lavori pubblici, Domenico Briguglio. Ancora una volta il giardino, rilasciato alla collettività nell'ambito del Piano urbanistico esecutivo dell'ex area Lapietra, è stato oggetto di un intervento di pulizia radicale dopo che, per troppo tempo, erano cresciute erbacce e si erano addensati rifiuti abbandonati da incivili.
Purtroppo ancora oggi, ad oltre sette anni dall'inaugurazione, avvenuta il 3 maggio 2012, Villa Bini non riesce a decollare secondo quelle che erano le intenzioni sia dell'amministrazione comunale del sindaco Giuseppe Tarantini, sotto la cui egida si inaugurò, sia di quelle seguenti.
Tanto è vero che, oggi, l'area è utilizzata soprattutto come passaggio pedonale fra via De Robertis è la stessa ex Area la pietra, dove si sono aperte nuove strade e si trovano grandi stabili e fiorenti attività.
L'amministrazione comunale in carica, in ogni caso, sta profondendo non pochi sforzi, con le poche risorse economiche disponibili, per rendere il più possibile fruibile quel bene, avendoci realizzato anche un'area di sgambamento a disposizione di tutti i proprietari di cani.
Adesso la villa si presenta in uno stato decisamente migliore, le giostrine sono tutte perfettamente funzionanti e si attende sempre il potenziamento dell'illuminazione e del servizio idrico, tornando ad alimentare la vasca dei pesci, da tempo in stato di abbandono.
Non hanno avuto grande successo, però, le piante che sarebbero dovute crescere ai confini di Villa Bini, lungo via Benedetto Ronchi e nei pressi di largo Giuseppe Lapietra, e che avrebbero dovuto rappresentare la recinzione sul retro del parco pubblico: infatti, le piante hanno scarsamente attecchito e quell'attesa, dunque, può dirsi vanificata.
Di Gregorio ha fatto sapere che l'operazione sarà ripetuta con la piantumazione di nuove essenze che abbiano una sorte migliore, fermo restando che potrebbe essere stata anche la mano dell'uomo a determinare la morte anticipata di quelle piante.
Sta di fatto che, così, Villa Bini appare sempre vulnerabile e, paradossalmente, non si comprende quale funzione abbia il cancello di ingresso su via De Robertis, regolamentato ancora da orari, se poi dall'altra parte l'accesso resta libero in ogni momento della giornata, e peraltro anche di notte.
Come detto, Villa Bini fa parte del già citato ex Oleificio Lapietra, all'interno della cui area è sorto un gran complesso immobiliare, saranno realizzate altre due edificazioni minori e, nel frattempo, si sono riconvertiti l'ex capannone e l'ex hangar, ospitandovi attività commerciali, ricettive, sanitarie, ordini professionali e molto altro.
Peraltro, Villa Bini attende ancora un soggetto cui affidare la gestione del bene: l'idea principale resta quella di concederla alla vicinissima parrocchia di San Giuseppe, sanando così la storica sottrazione del campo di calcetto in via Falcone, sacrificato in nome dell'installazione di un'antenna della telefonia.















