Il quartiere Stadio esulta per la nuova chiesa di San Magno e l'imminente demolizione del rudere e riqualificazione di quell'area comunale di via Di Vittorio. Tutto tace, però, con riferimento all'altro rudere dirimpettaio, quello di Villa Maggi.
Infatti, in merito alla storica dimora di via Di Vittorio, ormai ridotta ad un ammasso di rovine, né sindaco, né giunta, né un solo consigliere comunale - sia di maggioranza, sia di minoranza -, hanno fatto un sia pur minimo cenno nella seduta di giovedì scorso, in cui l'assemblea ha chiuso il cerchio su via Di Vittorio».
Eppure Villa Maggi è in quelle condizioni già da quasi tre anni, poiché il crollo spontaneo di una porzione dello storico immobile ottocentesco, di proprietà privata, avvenne il 31 marzo 2017.
Ma è soprattutto quello che è accaduto dopo che lascia tuttora perplessi, poiché il 14 aprile iniziavano dei lavori, che sarebbero dovuti essere di messa in sicurezza, ed invece mezza villa andava giù.
Ed il 12 giugno 2019 aveva inizio un altro intervento, anche questo qualificato come di messa in sicurezza, che determinava la distruzione quasi totale dell'immobile, di cui è rimasto in piedi un quasi insignificante lembo.
Abbiamo sistematicamente tallonato l'amministrazione comunale alla ricerca di risposte precise su cosa sia accaduto, e si è dovuta attendere la fine di agosto dello scorso anno per avere dal dirigente dell'Area urbanistica, Francesco Gianferrini, una relazione dettagliata sul punto.
Ad oggi siamo in presenza di un'ordinanza di sospensione lavori, dello stesso tenore di quelle che l'Ufficio tecnico aveva emanato per stoppare le ruspe dopo la prima demolizione, con chiamata in causa della Soprintendenza.
L'ente di tutela, che aveva dichiarato il bene di interesse sempre e solo dopo la prima demolizione, sembra destinato a giocare un ruolo centrale da qui in avanti, mentre continua a pendere un ricorso della proprietà al Capo dello Stato.
Di certo, il tempo passa inasorabile e tutto è ancora nello stato di abbandono determinatosi quel 12 giugno, dopo lo stop ai lavori. E così, a margine del consiglio comunale che ha celebrato la futura resurrezione del rudere di via di Vittorio, al sindaco, Amedeo Bottaro, il cronista non ha potuto non chiedere cosa ne sarà, invece, del rudere di Villa Maggi.
«La questione è in mano alla Soprintendenza - conferma il primo cittadino - e, per quanto mi consta, anche dell'autorità giudiziaria. Si stanno compiendo delle verifiche per comprendere se si siano violate le autorizzazioni che la Soprintendenza aveva rilasciato per la parziale demolizione e ricostruzione del bene, atteso il vincolo posto sullo stesso».
In altre parole, se la Soprintendenza aveva disposto delle prescrizioni, «adesso si tratta di capire se siano state rispettate - chiarisce Bottaro - o se, al contrario, si è proceduto in contrasto con quanto autorizzato. L'attività di verifica è in corso e - conclude -, ove mai si dovessero accertare violazioni, il problema sarebbe più ampio e assumerebbe una connotazione di natura non soltanto amministrativa».



