Ad una provocazione ha risposto con un'altra provocazione, strappando ieri mattina il cartello che il comitato di quartiere di via Andria aveva affisso sulla recinzione del cantiere di piazza Giovanni Paolo II, meglio conosciuta come «pinetina».
I cittadini lamentano i ritardi dei lavori per la riqualificazione di quella piazza e la conseguente situazione di degrado del sito, ma l'assessore ai lavori pubblici, Domenico Briguglio, risponde piccato: «Il comitato sapeva bene che i lavori sarebbero partiti in questi giorni, ma se ritiene di fare politica così con me ha sbagliato persona».
E, così, l'assessore ha strappato platealmente il cartello prima di dare il via, di fatto, al taglio di numerosi pini ormai malati e pericolanti, recisi per la tutela dell'incolumità pubblica.
Lo aveva scritto in una prima relazione l'agronomo Giovanni Guerra, che segue la ditta che ha in carico la manutenzione del verde pubblico, e lo aveva confermato in una seconda relazione l'agronomo Vincenzo Betti: per entrambi si rendeva necessario abbattere, per ragioni di sicurezza, gran parte dei pini della piazza sostituendoli con alberi autoctoni e adatti al clima marino di Trani.
In questo modo la nuova piazza avrà bisogno di tempo per avere lo stesso ombreggiamento di una volta, ma non ci sarà il rischio né che le radici dei vecchi alberi danneggino la pavimentazione, né che cadano rami sulla teste dei passanti.
«Non solo abbiamo le relazioni di due agronomi che certificano la stessa cosa - sottolinea l'assessore all'ambiente, Michele di Gregorio -, ma ci sono anche tre verbali dei vigili del fuoco in conseguenza di altrettanti interventi compiuti a seguito di cadute accidentali di rami. E poi ci sono stati due incontri, anch'essi verbalizzati, con il comitato di quartiere e Legambiente: ebbene, entrambi sanno che la conditio sine qua non per realizzare i lavori di riqualificazione della piazza sarebbe stato il taglio del verde malato. E adesso i lavori potranno procedere in maniera decisamente più spedita».
Ieri mattina, però, non sono mancate di cittadini, fra i rumori delle motoseghe e la presenza a anche della Polizia locale: in molti adesso lamentano il fatto che la piazza sia rimasta completamente al buio. Infatti, quando fu recintata l'area di cantiere, furono anche asportati i proiettori che illuminano la zona.
«Ma il fatto che ora la piazza si trovi nella penombra - accusa la signora Sara, residente a pochi passi da lì - fa sì che in quell'area siano riprese più che mai le attività di spaccio di stupefacenti. Vediamo soggetti poco raccomandabili soffermarsi lì e spesso sentiamo lo scoppio di petardi che, secondo il linguaggio della malavita organizzata, significano l'arrivo di nuova merce a disposizione degli assuntori di sostanze. Senza alberi, e soprattutto senza luce - dice Sara -, questa piazza a noi fa decisamente paura e il nostro timore è che non torni più come prima».


















