Proviamo ad analizzare i risultati delle recenti elezioni comunali, trovando le eventuali contraddizioni del sistema elettorale (basato sul cosiddetto metodo Hondt o dei quozienti successivi) e soprattutto quali potevano essere i cambiamenti nei risultati in caso di lieve scostamento dei voti.
Innanzitutto per l’elezione del sindaco possiamo affermare che dal punto di vista numerico Bottaro ha certamente sbagliato ad imbarcare troppi alleati: infatti con 4901 voti in meno avrebbe comunque vinto al primo turno, anche se con il premio di maggioranza avrebbe ottenuto 20 seggi anziché i 21 che ha realizzato; dal punto di vista politico si potranno fare altre valutazioni.
Passando ai partiti si può fare un’osservazione più o meno simile: l’alta percentuale ottenuta dalla coalizione di Bottaro (62,16%) ha portato ad un risultato di 21 seggi (65,62% del consiglio comunale), mentre con una percentuale molto più bassa (ad esempio il 45%) la coalizione si sarebbe comunque aggiudicata 20 seggi (62,50% del consiglio) grazie al premio di maggioranza. Paradossalmente le coalizioni sconfitte hanno ottenuto un vantaggio per l’alto risultato della coalizione di Bottaro.
Tra i partiti che hanno sostenuto Bottaro è stata penalizzata Prima di tutto Trani, che con il 4,56% dei voti ha ottenuto 1 seggio (3,12% del consiglio) e che con 120 voti in più avrebbe ottenuto il secondo seggio. Trani Sociale con il 2,14% dei voti non sarà presente nel consiglio, mentre con 104 voti in più avrebbe ottenuto il seggio. Per la coalizione di Palumbo Forza Italia con il 5,40% dei voti ha ottenuto 1 seggio (3,12% del consiglio), e con soli 16 voti in più avrebbe ottenuto il secondo seggio.
Per la coalizione di Laurora Italia in Comune ha conseguito il 4,92% dei voti ed 1 seggio (3,12% del consiglio), e con 32 voti in più avrebbe ottenuto il secondo seggio.
Anche il Movimento 5 Stelle con il 5,53% dei voti ha un solo seggio (quello del candidato sindaco Branà), e con 117 voti in più avrebbe ottenuto il secondo seggio.
Come contraltare altre liste hanno ottenuto una rappresentanza percentualmente superiore al numero dei voti ottenuti: il Partito Democratico con il 17,58% dei voti ottiene 7 seggi (21,87% del consiglio); Fratelli d’Italia con il 5,45% dei voti ottiene 2 seggi (6,25%), Tommaso Laurora Sindaco con il 5,03% dei voti ottiene 2 seggi (6,25%), Solo con Trani Futura con il 4,96% dei voti ottiene 2 seggi (6,25%) e Sud al Centro con il 5,11% dei voti ottiene 2 seggi (6,25%).
Per le preferenze individuali possiamo individuare una serie di candidati che con oltre 200 voti (risultato non trascurabile) rimangono fuori dall’assise cittadina: De Laurentis (PD) 315, Di Tullo (PD) 311, Cognetti (PD) 286, De Cillis (PD) 200, Amoruso (Con Emiliano) 379, Topputo (Con Emiliano) 316, Briguglio (Con Emiliano) 308, Laurora (Prima di tutto Trani) 259, Pignataro (Prima di tutto Trani) 252, Paradiso (Prima di tutto Trani) 203, Morollo (Puglia Verde Solidale) 301, Calzaretti (Puglia Verde Solidale) 220, Santoro (Trani Sociale) 278, Loconte (Italia in Comune) 290, Ferro (Italia in Comune) 268, Barresi (Italia in Comune) 263, Cinquepalmi (Italia in Comune) 229, Uva (Forza Italia) 451, Colonna (Lega) 220.
Per concludere posso indicare alcune correzioni alla comunque valida legge elettorale comunale che aiuterebbero nella semplificazione e trasparenza dei risultati: 1) possibilità di schierare massimo 5 liste a sostegno di ogni candidato sindaco; 2) utilizzo del sistema proporzionale puro anzichè del metodo Hondt; 3) soglia di sbarramento al 3% di lista e non di coalizione.
Francesco Petrarota
