«Ispirandomi al giorno della memoria liturgica di S. Valentino Martire - scrive il prof. Filippo Ungaro - dedico i versi seguenti a coloro che, pur avendo quotidianamente vicini, materialmente e spiritualmente, i loro cari, non sono, a volte, del tutto consapevoli di quale prezioso
ed insostituibile scrigno di virtù e sentimenti profondi possiedano nell’affrontare insieme le battaglie della vita».
Quando a San Valentino...
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Tra le nuvole della sera riluce,
le passate notti rimembrando,
quell’amabile disco argentino,
che nel tramonto contemplavi .
Sulla collina solinga or pende,
ove sopita sei in etereo sonno,
nell’estasi senza fine immersa:
mite ti riflette il mare lontano.
Oggi, nei terreni nostri luoghi
San Valentino si è usi onorar,
nel gaudio del perenne legame,
che di fiori adorna ogni cuore.
Per Te, invece, pare la Musa
tacere del bene, che ci avvinse,
quando, nel tuo effuso incanto,
l’etade più lieta con me vivevi.
In questo dì, però, i nostri affetti
si destano dall’affranto dolore:
sull’onde dell’amore, che ci unì,
ti vedo, Romy, ebbra di felicità!
